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L’ultima speranza è affidata a Pigliaru

C’è chi vuole mobilitare i soci Aci e chi vorrebbe rivolgersi alla Fia

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SASSARI. Nessun ripensamento, pare. L’Aci dopo tredici anni dice addio alla Sardegna, la Sardegna dice addio al Mondiale Rally.

L’isola dice addio a numeri importanti: 50mila presenze solo al parco chiuso di Alghero, da due edizione quartier generale della manifestazione iridata. 8mila spettatori per la prova spettacolo di Ittiri, 12mila tifosi arrivati in Sardegna che hanno prodotto una spesa procapite di 200 euro al giorno che, sommata a quella del resto degli appassionati, ha sfiorato 13 milioni di spesa totale nei tre giorni del Circus delle quattro ruote.

Anche questo hanno documentato i sindaci del Sassarese, allegando alle cifre la richiesta di contribuire con il milione e mezzo richiesto dall’Aci, invece dei 900.000 garantiti dall’assessorato al Turismo. Il presidente della Regione Pigliaru potrebbe raccogliere la sollecitazione, ma sarà sufficiente per riportare in carreggiata una macchina organizzativa che già scalda i motori per un 2017 nel Continente, pare in Toscana?

Un Rally mondiale non si organizza in un giorno e i tempi sono stretti. L’ultimo tentativo – se ci sarà – dovrà essere tempestivo, mentre c’è chi pensa di mobilitare i soci Aci della Sardegna, in qualità di delusi «titolari» della manifestazione. Un’altra tendenza è quella di rivolgersi alla Fia ma, a monte di tutte le garanzie future, l’Aci nazionale potrà sempre ricordare come in passato abbia dovuto ogni anno insistere e insistere ancora per poter contare sugli stanziamenti regionali sardi, puntualmente e colpevolmente in ritardo.

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