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Due commissari per la Federcalcio sarda

Due commissari per la Federcalcio sarda

CAGLIARI. Da ieri e fino al 18 gennaio, il pallone isolano viaggia con i tutori. Da Campobasso, il consiglio federale, dopo le dimissioni del 1° luglio del presidente Andrea Del Pin, ha nominato...

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CAGLIARI. Da ieri e fino al 18 gennaio, il pallone isolano viaggia con i tutori. Da Campobasso, il consiglio federale, dopo le dimissioni del 1° luglio del presidente Andrea Del Pin, ha nominato Antonio Cosentino e Giuseppe Caridi commissario straordinario e vice del Comitato sardo.

Due pedine "forti": il professor Cosentino presiede la Lega nazionale dilettanti, il dottor Caridi è consigliere nazionale, area Centro.

Il commissariamento, dopo le dimissioni del 15 luglio dei consiglieri del direttivo regionale, Giovanni Cadoni (vice presidente), Alberto Carta, Roberto Desini e Alessandro Piras, è stato inevitabile. Ora, la palla è su due campi. In ambito locale rimbalza sui possibili competitor vogliosi e in grado di guidare il calcio sardo fino al 2020.

Da ieri, è ufficiale la candidatura di Gianni Cadoni. Originario di Macomer ma trapiantato a Cagliari, imprenditore, 54 anni, pioniere nel calcio a cinque con esperienze nel calcio a 11, apre la campagna nel segno di rinnovamento e modernizzazione, inclusa la vicinanza alle circa 400 società che tra le 500 in attività da Pula a Olbia, hanno diritto al voto.

Cadoni, dal 2012 nel board del calcio regionale, intende proseguire nel solco calcato da Del Pin. Ovvero, impiantistica, rimborsi, formazione, cura di vivai e settori giovanili, attenzioni alle componenti del variegato e complesso mondo pallonaro isolano.

Da tenere d'occhio anche il campo federale romano. Il commissariamento di sei mesi è previsto dalle carte. Ma la Figc, vista la naturale scadenza del consiglio direttivo, può anticipare la chiamata alle urne: la tornata elettorale potrebbe tenersi tra ottobre e novembre. Per dirigenti, tecnici e atleti, senza scordare gli arbitri, si apre una stagione di grande importanza: la crescita, culturale, economica e sociale, del gioco più bello del mondo con decine di migliaia di giovani coinvolti, è nelle loro mani.

Mario Frongia

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