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«Umile e feroce, l’Italia stupirà»

«Umile e feroce, l’Italia stupirà»

Presentato il nuovo ct Ventura: «Il mio palmares è importante, ho allenato anche il Cagliari»

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FIRENZE. Umile, determinata e feroce come quella di Conte ma anche eccitante e in grado di stupire. La immagina così la sua Nazionale il ct Giampiero Ventura, che ieri nel corso della prima conferenza stampa nel centro tecnico di Coverciano, ha spiegato quali saranno le basi per il futuro. «Sono felice di essere qui e orgoglioso di essere stato scelto per allenare una delle nazionali più importanti. Ringrazio Antonio Conte che mi ha lasciato una squadra con delle conoscenze, una cultura del lavoro. Per questo parto leggermente avvantaggiato, ho scoperto che con la Nazionale c'è pochissimo tempo. Sono comunque convinto che possiamo ritagliarci uno spazio da protagonisti», ha detto l'ex tecnico del Torino.

Il Ct non fa mistero, che per la sua Nazionale, partirà dai 23 scelti dal suo predecessore per l'Europeo anche se ci tiene a precisare che via via inserirà i giovani, prerogativa che ha caratterizzato la sua carriera. «Conte - ha ripreso - mi ha lasciato una squadra con delle conoscenze e con la cultura del lavoro che sono le cose che mi hanno accompagnato nel mio percorso calcistico. Avrò tre giorni per preparare la gara con la Francia, quindi la base di partenza sarà quella dell'Europeo ma poi intendo lanciare dei giovani che intanto devono crescere».

Nessun veto su Balotelli, se gioca, mentre ci sarà da valutare per Pellè, dato che «la Cina è lontana». Nell'aula magna di Coverciano, insieme ai dirigenti e al presidente della Lazio, Claudio Lotito, anche la moglie Luciana, sposata qualche mese fa. «Se riusciamo a fare un passo avanti nessuno ci vieta di stupire. Abbiamo tanta voglia di evolverci partendo da una base ben precisa. La Nazionale di Conte era umile, determinata e feroce: vorrei che rimasse così e vorrei che fosse eccitante».

Prima di fare delle scelte il ct parlerà con i calciatori che hanno disputato l'Europeo. «Penso che i 23 dell'Europeo meritino che parli con loro per rispetto e correttezza. Poi ci saranno tanti altri ma da loro partirò. All'Europeo son stati convocati quasi tutti quelli che erano convocabili», ha aggiunto. Altro discorso quello legato ai giovani che non devono essere bruciati. «Sono in molti giovani in rampa di lancio ma i problemi del calcio italiano sono sotto gli occhi di tutti, al di là di questo la linea tracciata in questo Europeo è importante. I giovani vale la pena saperli aspettare per farli diventare il futuro di questa Nazionale. Per esempio Berardi e Bonaventura sono stati convocati ma non portati in Francia. I giovani non vanno bruciati. Le nazionali vincenti non vengono per caso ma attraverso una crescita», ha concluso l'allenatore che a chi gli chiede dei trofei vinti in carriera replica: «Cosa vuol dire - si è chiesto - aver vinto? Se parliamo di titoli, campionati o coppe, no: ma credo sia difficile, se non impossibile vincere se non alleni le 5 squadre forti del campionato, e io ho allenato Udinese, Cagliari, Sampdoria, Torino... se invece vincere, allenando queste squadre, significa prendere giocatori di vent'anni e mandarli in nazionale, giocatori che venivano da annate negative e mandarli ai mondiali, far fare 150 milioni di plusvalenze in quattro anni, sono queste le mie vittorie, e in questo senso ho un palmares importante».

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