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Doping senza fine, positivi altri quarantacinque atleti

Doping senza fine, positivi altri quarantacinque atleti

Il Cio ha rianalizzato altri campioni prelevati ai Giochi di Londra e Pechino Ventitré casi riguardano medagliati, i nomi verranno resi noti più avanti

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ROMA. Il Cio continua a gettare la rete dell'antidoping nelle passate edizioni delle Olimpiadi e non la recupera mai vuota. Altri 45 atleti, 23 dei quali vincitori di medaglie, sono risultati positivi nei test ripetuti sui campioni prelevati a Pechino 2008 e Londra 2012, portando il numero totale a 98. E subito, su twitter, Filippo Magnini ha commentato: «Chissà che i miei 2 quarti posti di staffetta nel 2008 alle Olimpiadi non fossero invece 2 bronzi meritati!».

Secondo quanto ha riferito il Comitato olimpico internazionale (Cio), trenta nuovi casi sono emersi dai Giochi in Cina (in quattro sport fra atleti provenienti da otto Paesi) e quindici da quelli londinesi (in due discipline e su atleti di nove Paesi).

Dunque, i metodi di controllo più sofisticati e la possibilità di svolgere nuovi test fino ad otto anni di distanza, confermano le più fosche previsioni su un fenomeno la cui reale estensione ancora non è stata svelata.

La notizia arriva il giorno dopo la decisione del Tas di respingere il ricorso dei 68 atleti russi, escludendo di fatto la Russia dell'atletica leggera dai Giochi di Rio. Il Cio ha precisato, solo per l'edizione di Pechino, che si tratta di risultati anomali «provvisori». Per motivi legali non sono state fornite informazioni più dettagliate sugli atleti coinvolti, che però seguiranno «a tempo debito».

Una terza e una quarta infornata di ri-analisi seguiranno durante e dopo i Giochi in Brasile che cominciano il 5 agosto. E anche in queste fasi, come nell'ultima su Pechino, particolare attenzione sarà dedicata a chi è salito sul podio.

La prima ondata si era abbattuta sullo sport mondiale lo scorso maggio e tra le maglie sempre più strette della lotta al doping erano rimasti impigliati 53 casi di positività (trenta a Pechino e ventitré a Londra). Allora vennero riesaminati 454 campioni prelevati a Pechino (ed emersero trenta positività tra atleti di dodici Paesi e sei discipline) e 265 di Londra (23 positività, sei Paesi coinvolti in cinque discipline).

Finora sono 1.243 i campioni prelevati nelle ultime due edizioni dei Giochi nuovamente analizzati utilizzando «i più recenti metodi scientifici», fa sapere il Cio, sottolineando che «a tutti gli atleti che hanno violato le norme antidoping sarà vietato competere alle Olimpiadi di Rio».

«Ancora una volta si dimostra l'impegno del Cio nella lotta contro il doping», ha commentato il presidente Thomas Bach.

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