Vela, sport e scienza Mura come una cavia al «Round the globe»
Monitoraggio medico a distanza nella regata in solitario La sfida del navigatore isolano sarà presentata oggi a Roma
CAGLIARI. Gaetano Mura, velista di Cala Gonone, è pronto per sfidare se stesso, e sfidare l’estremo. È pronto per affrontare il giro del mondo in solitario in barca a vela, pronto per tentare di battere il record di circumnavigazione del pianeta, senza alcuna assistenza e senza alcuno scalo. Il tutto a bordo di una imbarcazione Class40 di 12 metri.
L’avventura transoceanica del velista isolano – Solo Round the Globe Record – partirà ad ottobre, impresa ai limiti del possibile che è stata presentata stamattina in una conferenza stampa a Roma, convocata in collaborazione con la Regione Sardegna nella sede dell’Agenzia Nazionale per il turismo in via Marghera. Presenti al tavolo gli assessori regionali Francesco Morandi (Turismo) e Luigi Benedetto Arru (Sanità), il direttore generale Turismo MiBac Francesco Palumbo, il direttore esecutivo Enit Gianni Bastianelli e l’antropologa nutrizionista dell’Università di Cagliari Alessandra Guigoni. Assieme a loro, a raccontare dettagli e sfumature del viaggio attorno al globo, l’ocean racer Gaetano Mura.
Ci vogliono oltre quattro mesi per compiere il giro del mondo a vela in solitario e senza scalo. Ci è riuscito il cinese Guo Chuan, e ci ha messo 137 giorni. Ci vogliono preparazione e forza mentale, un equipaggiamento all’altezza e la voglia di realizzare un sogno che, nello specifico, è superare le distanze, navigare gli oceani, tagliare il traguardo e tornare a casa, da vincente. Partenza da Cagliari e via, attraverso il Mediterraneo, verso la sconfinata prateria dell’oceano Atlantico. Quindi giù al sud sino all’Antartide, e poi Capo Horn sino al rientro, all’orizzonte familiare. Una distanza complessiva di 46,300 km, da coprire sfruttando la tecnica dei microsonni, e tenendo comunque alto il livello di attenzione.
Questa sfida in condizioni estreme rappresenta l’occasione per studiare le reazioni del corpo umano alle situazioni e alle sollecitazioni, soprattutto in riferimento alla frammentazione del sonno e delle reazioni del sistema nervoso alle contingenze. Mura sarà quindi “studiato” e monitorato, seppure a distanza, da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cagliari attraverso una elaborata e ultra moderna piattaforma informatica che lavorerà sugli input forniti dai rilevatori indossati dall’atleta. La lunga permanenza in acqua consentirà inoltre a Mura di raccogliere informazioni sull’ambiente circostante, dando un forte senso “green” ad una mission sportiva che coinvolge più sfere del vivere comune. La regata attorno al mondo e il suo protagonista saranno inoltre testimonial della Sardegna, come Isola d’eccellenza ricca di eccellenze. Sardegna che sarà presente, in forma di prodotti agroalimentari, nella cambusa del “Black Sam”, gioiello all’avanguardia della navigazione realizzato fra Rimini e Olbia.
In bilico fra l’ignoto e la tecnologia, fra la solitudine dell’uomo davanti alla potenza della natura e la voglia di spingere al limite – pur se sotto controllo – l’esperienza umana e sportiva, Gaetano Mura aspetta di salire a bordo, sciogliere gli ormeggi e cominciare la navigazione. Oggi si presenta l’impresa, a ottobre, con il vento e le onde, si farà sul serio. Buon vento.
Giovanni Dessole
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