La Dinamo balla con il suo pubblico
Basket, anche quest’anno campagna abbonamenti da record: il PalaSerradimigni si conferma il primo sponsor
SASSARI. Un main sponsor da oltre un milione di euro che salda il conto con mesi d’anticipo, assai prima di “vedere cammello”, e che ha un’incidenza fondamentale anche nella metà esatta delle partite di campionato. Il pubblico di Sassari si conferma il principale trascinatore della Dinamo, che si appresta ad affrontare la settima stagione consecutiva nella massima serie di basket. Il fortino del PalaSerradimigni rappresenta per il club biancoblù una corazza difensiva durante le partite, ma anche una base pesantissima dal punto di vista economico.
Abbonamenti&scadenze. Domani scade l’ultimo termine per il pagamento degli abbonamenti per il campionato 2016-’17, atto conclusivo di una campagna che anche quest’estate è andata a gonfie vele, anche dopo l’annata non certo entusiasmante che ha seguito la stagione del triplete. L’appuntamento che scade domani (lo Store è aperto oggi e domani dalle 9 alle 13,30) è soltanto di una formalità, nel senso che gli abbonati dell’anno scorso hanno esercitato in massa il diritto di prelazione entro la scadenza del 10 giugno e dunque al momento della prima palla a due, il prossimo ottobre, saranno regolarmente ai loro posti. Abbonamenti “sold out”, dunque, e stiamo parlando di poco meno di 4mila tessere. Un numero che la società guidata da Stefano Sardara ha scelto da diversi anni di “contingentare”, in modo da tenere in circolazione un sostanzioso numero di biglietti (quasi mille) da mettere in vendita per le singole partite.
Numeri da record. In soldoni, per il solo campionato il main sponsor dei biancoblù versa nelle casse della società oltre un milione di euro. E considerando l’altissimo coefficiente di riempimento del palazzetto di piazzale Segni, e dunque i biglietti venduti ai cosiddetti occasionali, la cifra lievita sino a superare con facilità il milione e mezzo. Il tutto senza considerare gli introiti legati alla partecipazione alle coppe europee. Il numero di abbonamenti è andato in costante crescita dopo la promozione in serie A del 2010. In quel caso la società allora guidata dalla famiglia Mele aveva potuto contare sul circa 2600 abbonati e su un palazzetto comunque sempre pieno. Il salto di qualità definitivo è arrivato tra il 2011 e il 2012, quando dopo il passaggio a Sardara la fame di Dinamo è cresciuta proporzionalmente ai risultati sul campo e al raggiungimento di una invidiabile solidità dal punto di vista societario.
Parole&fatti. Dopo la fantastica cavalcata del 2014-’15 la Dinamo ha vissuto una stagione decisamente meno felice, ma tutt’altro che fallimentare. Dopo alcune polemiche con i tifosi più esigenti Sardara aveva minacciato di far saltare il banco ma la polemica è presto rientrata e, anzi, nel finale di stagione il pubblico ha dato il meglio di sè da tutti i punti di vista. Anche durante questi mesi di basketmercato, soprattutto sui social, c’è stato qualche attrito tra il presidente e alcuni tifosi, legato sia alla scelta del coach e dei giocatori, che alla scelta di lanciarsi nell’avventura della Champions league dopo il lungo braccio di ferro tra la Fiba e l’Uleb. Alla fine della fiera, comunque, i fatti parlano chiaro per entrambe le “fazioni”, ammesso che si tratti di parti in contrapposizione: da una parte il popolo biancoblù ha risposto in massa polverizzando gli abbonamenti e garantendo ancora una volta un invidiabile sostegno; dall’altra, la società si è mossa piuttosto bene sul mercato, allestendo una squadra in grado di puntare ai playoff e riuscendo, di riffa o di raffa, a garantirsi per il quinto anno di fila un posto in Europa. Un tassello fondamentale per garantirsi continuità a livello di sponsor, di marketing e di mercato, e per far girare a pieno regime quel motore che, prima della partenza, viene oliato a dovere dagli stessi tifosi.
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