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Dallo scudetto alla rinuncia La caduta dello Zeus

Dallo scudetto alla rinuncia La caduta dello Zeus

CAGLIARI. Dallo scudetto alla rinuncia alla massima serie di tennistavolo. Lo Zeus Quartu, che poco più di due anni fa aveva regalato alla Sardegna il primo storico titolo italiano femminile, esce...

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CAGLIARI. Dallo scudetto alla rinuncia alla massima serie di tennistavolo. Lo Zeus Quartu, che poco più di due anni fa aveva regalato alla Sardegna il primo storico titolo italiano femminile, esce di scena e scompare dal panorama pongistico per motivi economici: «Una decisione dolorosa, davvero sofferta - dice Gianfranco Cancedda, presidente e coach factotum della società campidanese -, che ho dovuto prendere a malincuore dopo la riduzione dei contributi da parte della Regione che, peraltro, sono arrivati pochi giorni fa ma quando il termine per le iscrizioni ai campionati era ormai abbondantemente scaduto. Con grande dispiacere ho dovuto abbandonare e gettare la spugna, in attesa di periodi migliori».

Un peccato, la mancata iscrizione alla A1 femminile di tennistavolo dello Zeus Quartu, che aveva partecipato interrottamente agli ultimi tredici campionati della massima serie, conquistando nel maggio del 2014 uno storico scudetto dopo aver vinto le finali playoff nei confronti del Norbello, l'unica squadra che a questo punto nella prossima stagione rappresenterà la Sardegna nell'olimpo del tennistavolo.

Le ragazze dello Zeus Quartu (Laura Negrisoli, Tian Jing eWei Jian), che pareggiarono 3-3 alla bella con la squadra del Guilcer furono premiate dalla migliore classifica nella stagione regolare rispetto al team del Guilcer:v «Bellissima soddisfazione, per tutta la Sardegna, lo scudetto - prosegue Gianfranco Cancedda -, che ho potuto festeggiare dopo aver trascorso una vita nel tennistavolo, prima da giocatore nel San Paolo, poi da dirigente. Ma ora, dopo quaranta anni anni da dirigente, con grande dispiacere devo chiudere. Ho cercato di cedere i diritti della società, che ha sempre iscritto tre squadre (una in A1 e A2 femminile e una in C maschile) ma nessuno si è fatto avanti».

Sergio Casano

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