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Sei isolani in corsa per una medaglia che manca dal 1964

Tante speranze da una spedizione robusta, la migliore dopo quelle di Roma 1960, Città del Messico 1968 e Monaco 1972

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La spedizione di Rio de Janeiro, per ciò che riguarda la Sardegna, è una delle migliori di tutti i tempi alle Olimpiadi. Sei gli atleti che gareggeranno. Meglio è capitato solamente in tre occasioni: a Roma nel 1960, quando furono addirittura 14 gli isolani convocati grazie alla robusta iniezione di nove atleti della squadra di hockey su prato. Poi ci sono le sette convocazioni delle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 e di Monaco di Baviera del 1972. Sei sardi in corsa, dunque, per conquistare una medaglia a cinque cerchi che manca dal 1964, quando vinsero l’oro sia il pugile Fernando Atzori che il cavaliere Paolo Angioni.

Presenza massiccia, comunque: una salto di qualità notevole rispetto al recente passato. Basti pensare che nelle Olimpiadi di Sidney del 2000, di Atene del 2004 e di Pechino del 2008, ci fu un solo sardo chiamato a partecipare. Quattro anni fa, invece, gareggiarono appena due: il tiratore ozierese Luigi Lodde, che finì al quinto posto dello skeet e il pugile mosca Manuel Cappai, che uscì al primo turno sconfitto dal filippino Mark Barriga, ma che si tolse la soddisafazione di essere il più giovane pugile azzurro mai chiamato a partecipare a una Olimpiade.

Lodde e Cappai ora hanno la possibilità di riprovarci, visto che sono stati chiamati nuovamente e sono pronti a sfruttare questa chance. Con quattro anni di esperienza in più sulle spalle. Per la verità quasi tutti e sei i sardi presenti alle Olimpiadi brasiliane hanno la speranza di poter salire sul podio a cinque cerchi. A cominciare proprio da Luigi Lodde , specialista dello skeet (il tiro a volo) e fresco di conquista di titolo europeo a squadre ai campionati europei. Lodde anche ai Giochi di Londra fu protagonista, finendo quinto e abbandonando le speranze di medaglia solo nelle battute finali della competizione. Anche Manuel Cappai, pugile quartese del 1992, tesserato con le Fiamme oro, si ripresenta sul quadrato più prestigioso, quello olimpico, con la speranza di far bene. In federazione sono convinti che possa addirittura giocarsi le carte per vincere la medaglia d’oro. All’esordio olimpico è invece la giovane pallavolista Alessia Orro. La squadra azzurra di pallavolo femminile, arrivata in extremis a staccare il biglietto per Rio de Janeiro, dovrà affrontare un girone terribile per passare ai quarti. Non sarà facile andare avanti, ma la grinta delle ragazze è una garanzia. Culla più di una speranza il ciclista villacidrese Fabio Aru. Primo sardo, due anni fa, a vestire la maglia rosa del Giro d’Italia, è reduce da un Tour de France in cui ha recitato il ruolo di protagonista, crollando nelle battute finali. A Rio potrebbe essere la carta a sorpresa della spedizione azzurra. Poche speranze per Francesca Deidda, nel nuoto sincronizzata (prima sarda convocata alle Olimpiadi in questo sport). Lei è tesserata per la Promogest ed è di Quartu come Cappai.

Infine il canottiere Stefano Oppo, oristanese del '94, che fa parte dell'equipaggio del quattro senza su cui l'Italia del canottaggio ripone grandi speranze di medaglia. Oppo riporterebbe così in Sardegna una medaglia nel canottaggio dopo 84 anni. A Los Angelese, nel 1932, la conquistò sempre nel 4 senza Francesco Cossu di Santulussurgiu.

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