«Questa è la Dinamo che volevo»
Basket. Coach Pasquini contento del mercato biancoblù: «Occhio a Venezia. Milano è fuori categoria»
SASSARI. Federico Pasquini, dopo la volata in panchina di fine scorsa stagione e la full immersion di mercato in questo primo scorcio estivo, si gode il meritato riposo. In realtà c’è da scommettere che i telefoni del coach e general manager della Dinamo Banco di Sardegna Sassari continuano a trillare senza soluzione di continuità, fra chiamate, messaggi e comunicazioni varie, utili e funzionali a tenere sott’occhio il quadro della situazione e limare le attività in fase di programmazione della prossima stagione. L’analisi è come al solito lineare e pacata. Pochi esaustivi concetti, in attesa del necessario riscontro del campo.
Primo punto, il calendario della Lega A 2016-’17: «L’Inizio è molto duro. La prima gara con Varese in casa è stata rinviata causa impegni di Champions, ma dal 27 ottobre giocheremo un sacco di gare in successione – spiega –. È evidente che le prime quattro trasferte a Reggio Emilia, Cantù, Pistoia e Milano, concentrate nelle prime sette giornate, non sono propriamente comode: ma questo è quel che ci propone il calendario, non ci sono alternative, dovremo adattarci e vedere passo dopo passo».
Dal calendario alle avversarie, 15 formazioni rinnovate, alcune tutte da scoprire altre scontate protagoniste: «Sempre un’incognita valutare quel che potrà essere, soprattutto in estate – dice Pasquini –. Bisogna vedere come saranno Cantù e Avellino, perché mi sembrano le due squadre che più di altre possono spostare i valori e gli equilibri su cui oggi ragioniamo. Credo si possa anche dire che Milano fa un altro sport, e che Venezia sta mettendo in campo ambizioni importanti – prosegue –. I lagunari hanno un telaio che si regge sulla conferma di diversi giocatori e sull’inserimento di altri che hanno esperienza europea come Haynes e il centro Hagins. Fra quelle già complete la Reyer è la formazione che potrebbe partire meglio rispetto alle altre».
Quanto Federico Pasquini si riconosce nel roster che ha assemblato e che sarà chiamato ad allenare? «Sono contento di come è venuta fuori la squadra, mi piace il fatto che aggredendo subito il mercato siamo riusciti a prendere i giocatori che cercavamo. Alcuni dei ragazzi hanno esperienza e sono già affermati, altri devono affermarsi. Vediamo un po’ quello che verrà fuori».
A proposito di giocatori, Rok Stipcevic vi raggiungerà dopo un’altra estate al lavoro, dato che la sua Croazia è impegnata a Rio nelle Olimpiadi. «Stipcevic vive un’esperienza molto bella e importante per un atleta. In ogni caso l’ultimo step olimpico per il basket, la finale per intenderci, è fissato per il 21 agosto. Si aggregherà al gruppo appena possibile e lavoreremo in fase di preparazione perché riesca a non pagare il surplus estivo».
La Dinamo non è certo nuova al doppio impegno campionato coppa europea, ma è chiaro che proprio il doppio impegno inciderà sul programma operativo: «Le coppe e le tempistiche dettate dai calendari non cambieranno nulla di sostanziale nella preparazione e nell’impostazione del lavoro – chiude Federico Pasquini –. Preferisco rischiare di non essere al massimo in partenza, piuttosto che ritrovarmi con una squadra cotta che paga nel periodo di febbraio e marzo».
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