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“Massiccione” barcolla ma insegue il suo miracolo

Ultime 48 ore per portare a termine la “Transpyrenea Ultramarathon” a Roberto Zanda mancano ancora 180 chilometri, i più duri della corsa

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CAGLIARI. Gambe da atleta inossidabile, cuore da supereroe. Roberto Zanda barcolla ma non molla. Nei Pirenei, l'ironman cagliaritano è protagonista, dallo scorso 19 luglio, della Transpyrenea Ultramarathon, un'incredibile corsa di 866 chilometri dalla Francia alla Spagna in regime di autosufficienza alimentare. Al via c'erano 350 atleti provenienti da ben 32 nazioni. Di questi ne sono rimasti appena un'ottantina. Complice l'altimetria da incubo e le condizioni atmosferiche che hanno minato la tenuta fisica del gruppo.

Per Zanda le cose sono andate benone per i primi 250 km, esattamente fino a quando, nonostante i 60 km al giorno, il fondo del terreno ha permesso di tenere a bada le sempre più logorate piante dei piedi. Le pioggia e le temperature rigide hanno cambiato poi il corso degli eventi, determinando il sorgere di ferite da lacerazione sui piedi del "massiccio" di Sardegna. Dolore quotidiano che ha messo a dura prova la tenuta mentale del maratoneta isolano, rallentandone la corsa senza però mai portarlo all'abbandono.

Nella competizione più lunga in carriera, sospinto dall'affetto della sua gente e dal nobile progetto della Charity in the world (la costruzione di un pozzo in Etiopia), Zanda non si è dato per vinto e invece di perdere terreno, ha iniziato addirittura a risalire la classifica. Ieri, la graduatoria parlava di un 48esimo posto, ma di ben 188 km ancora da divorare. Purtroppo i partecipanti dovranno tagliare il traguardo entro l'alba del 4 agosto, per essere considerati capaci di mettere a segno l'impresa. Per l'ex paracadutista, però, l'imperativo è comunque arrivare, anche se fuori tempo massimo.

«Sto male, sono molto preoccupato per i miei piedi, sono al limite della sopportazione del dolore - fa sapere il massiccione da una chat di gruppo - ma non sopporto l'idea di dovermi ritirare per una banalità. Voglio portare al traguardo la bandiera dei quattro mori, voglio essere l'orgoglio dei sardi nel mondo».

Zanda, dallo scorso 19 luglio dorme circa due ore al giorno e ha dalla sua la fortuna di veder mitigate le sofferenze grazie all'apporto del suo cameraman farmacista Federico Savasta, che insieme a Raffaele Milia e Roberto Fadda hanno messo a punto un cocktail di farmaci e aminoacidi capaci di creare una patina di protezione sulle ferite. «E' solo un palliativo – spiegano – ma servirà a dare forza morale a un uomo che per tutti noi è un autentico supereroe».

Mauro Farris

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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