Ombre cinesi, nessuno caccia i soldi
Fininvest smentisce l’esistenza di una nuova cordata asiatica
MILANO. Dubbi, indiscrezioni, smentite. Il passaggio di proprietà del Milan ha assunto sempre più i contorni di una soap opera. La Gazzetta dello Sport pubblica la notizia di una presunta proposta d'acquisto del club rossonero da parte del gruppo cinese Fosun, guidato dal magnate Guo Guangchang, in sinergia con il potente procuratore portoghese Jorge Mendes. Immediata la smentita da fonti Fininvest: nessun contatto recente è avvenuto con Fosun anche se in passato ci sono state “manifestazioni di interesse”. L'unica trattativa in essere è quella con la cordata cinese guidata dall'advisor Sal Galatioto e dal manager Nicholas Gancikoff, nonostante il patto di esclusiva sia scaduto nel mese di luglio.
In passato, come hanno sottolineato le stesse fonti, Mendes si era interessato per ben due volte al Milan ma si era sempre incagliato in qualche ostacolo, ragione per cui una trattativa vera e propria non era mai nata: Berlusconi a gennaio era in parola con Mr. Bee mentre questa primavera era già aperta la partita con la cordata cinese rappresentata da Galatioto. È facile immaginare che queste voci abbiano colto di sorpresa l'advisor italo-americano che, solo pochi giorni fa, aveva smentito altre notizie rimbalzate dalla Cina secondo le quali l'affare era naufragato per mancanza di fondi. A fomentare queste controversie è l'assenza di punti fermi, i continui slittamenti delle firme del preliminare di vendita e le oggettive difficoltà registrate sul mercato che, per il momento, deve fare a meno dei milioni dei potenziali acquirenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google