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Il Milan è dei cinesi: addio a Berlusconi, firma a villa Certosa

Il Milan è dei cinesi: addio a Berlusconi, firma a villa Certosa

La Sardegna fa da cornice alla cessione del club rossonero Ad Han Li e Yonghong Li va il 99% della società per 740 mln

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MILANO. Sembrava che niente si muovesse, che anzi la trattativa si fosse arenata in una impasse totale coerente con i vuoti giorni che precedono il ferragosto: e, invece, all’improvviso succede l’incredibile. Il Milan non è più di Berlusconi, è diventato cinese come l’Inter.

Una cordata di imprenditori asiatici – riunita in una società costituita ad hoc – rileva il 99,93% del club. Il preliminare di vendita viene firmato ieri a Milano, poi i manager Fininvest insieme a quelli cinesi si trasferiscono a villa Certosa in Costa Smeralda per andare da Berlusconi, definire l’accordo e dargli una rassicurazione: resterà presidente onorario. Una sede evocativa, quella della residenza estiva di Berlusconi: proprio nelle stesse stanze, poco più di un anno fa, era stato firmato un primo preliminare, con Bee Taechaubol. Berlusconi non può essere felice ma sa di aver fatto una scelta importante per il club che tanto ha amato e che probabilmente amerà per sempre. Una svolta che mette la parola fine all’era berlusconiana e a una rivoluzione durata trent'anni.

Già ieri mattina era partito il tam tam di voci che non trovano immediata conferma. Poi, qualche minuto prima delle 14, la Fininvest diffonde il comunicato che fa il giro del mondo: la notizia del passaggio di proprietà è ufficiale. La Sino-Europe Sports Investment Management Changxing è la nuova proprietaria del Milan grazie a un affare che mobilita risorse per oltre un miliardo di euro. La trattativa, tormentata, parte da lontano: i primi contatti con i cinesi risalgono a due anni fa. Poi l’impegno dell’intermediario Sal Galatioto e del suo collaboratore Nicholas Gancikoff, defenestrati nel finale per contrasti interni.

Settecentoquaranta milioni per l'acquisto (compreso il debito di 220 milioni), altri 350 per investimenti nel triennio di cui 100 da versare al momento del closing (entro il 2016), 15 milioni come caparra e 85 entro 35 giorni a partire da oggi: sono gli impegni messi nero su bianco nel preliminare di vendita. Ma chi sono gli imprenditori che vengono dalla Cina? Intanto, il presidente della società è Yonghong Li, l’amministratore delegato si chiama Han Li. Ruolo importante lo riveste un fondo di Stato: Haixia che detiene il 15% della Sino-Europe Sports. Berlusconi, dopo aver attraversato una fase difficile della sua vita culminata con la delicata operazione al cuore, aveva rassicurato i tifosi sul futuro del club che sarebbe stato affidato a persone sicure e fidate, capaci di forti investimenti per interrompere una crisi cominciata qualche anno fa con le cessioni dolorose di Ibrahimovic e Thiago Silva. I cinesi dovranno ridisegnare una società finora saldamente in mano a Berlusconi affiancato da Galliani e da Barbara Berlusconi. Galliani dovrà lasciare, Barbara è in bilico. Marco Fassone sembra essere l’uomo scelto dalla nuova proprietà per il doppio incarico di amministratore delegato e direttore generale. Dall'Inter al Milan il passo non è breve ma la nuova sfida di certo lo motiva.

Intanto al tecnico Vincenzo Montella il compito di attraversare la tempesta di un cambio societario non certo indolore ma considerato quasi all'unanimità l’unica via per un futuro sostenibile. Quindici milioni della caparra andranno proprio al mercato finora piuttosto magro del Milan con Vangioni, Lapadula e Gomez. Ora la parola spetta ai cinesi, nuovi mandarini del calcio meneghino.

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