«In acqua senza paura e voglio salutare Phelps»
Francesca Deidda il 18 e il 19 sarà a Rio con la Nazionale di nuoto sincronizzato «Che peccato perdere la cerimonia inaugurale, non vedo l’ora di arrivare»
CAGLIARI. Mai come quest’anno la Sardegna sportiva sarà ben rappresentata alle Olimpiadi, con ben sei atleti. Tra di loro, in procinto di partire alla volta di Rio c’è Francesca Deidda, da tempo uno dei punti di forza della nazionale di nuoto sincronizzato. Una bella storia la sua, fatta di tanti sacrifici e rinunce, iniziata anni fa nella piscina del Centro Nuoto di Quartu. Alla Promogest chi si accorge subito di quella bambina è Anna Abate che, colpita dalla sua grinta e determinazione, capisce subito di avere di fronte un’atleta con un grande potenziale.
“Devo tutto a lei – conferma la sincronetta –. Mi è sempre stata vicina, soprattutto nei momenti di difficoltà, per cui nonostante sia spesso lontana, posso confermare che la Promogest rimane sempre la mia casa. Non è stato facile arrivare fin qua, soprattutto in passato mi è pesato non poter vivere come le mie coetanee, dovendo rinunciare alle uscite o ai divertimenti, ma ora non mi pento di nulla. Sono felice che il sogno si stia per realizzare. In Brasile con me ci sarà tutta la mia famiglia e saranno loro a darmi un’ulteriore carica».
Il 18 e 19 agosto le ragazze allenate dal commissario tecnico Patrizia Giallombardo saranno in acqua sulle note di Michele Braga con The Interstellar Synchro e The season on earth. «Il nostro è un gruppo veramente compatto –continua la Deidda- Col tempo abbiamo preso coscienza delle nostre capacità e ora ci ritroviamo tra le prime cinque in Europa. Siamo fiduciose. Credo che per il titolo sarà una sfida tra Russia e Cina, seguite da Ucraina e Giappone, ma noi siamo lì, pronte a dire la nostra. In passato spesso le giurie non sono state propriamente meritocratiche, ma già in qualifica nazioni di prestigio come Canada e Spagna sono state giudicate per quanto hanno espresso e non per il loro blasone. Questo ci tranquillizza e da parte nostra daremo il massimo».
Un urlo liberatorio prima di entrare in vasca («lo voglio!») e poi grazia e resistenza per convincere i giudici, le azzurre sono ormai pronte alla grande avventura. «Peccato non poter essere a Rio per la cerimonia d’apertura –chiude la campionessa quartese - sono molta curiosa di vedere il villaggio olimpico. Chissà se avrò l’occasione di incrociare super campioni come Michael Phelps o Usain Bolt. Ora però non vedo l’ora che arrivi il giorno della gara, solo allora tutta la tensione accumulata in questi mesi si scioglierà e potrò esprimermi al meglio con le mie compagne”.
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