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Churrasco, samba e calcio

Churrasco, samba e calcio

«Sfilata meravigliosa, noi italiani siamo stati applauditi»

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«Abbiamo fatto le ore piccole, ieri. Terminata la cerimonia inaugurale a mezzanotte e mezza il Maracanà e i dintorni erano ancora una bolgia, e fino alle 2 abbiamo preferito far smaltire il flusso rifugiandoci a Copacabana.

Ogni dieci metri c’è un chiosco, nella maggior parte dei quali si paga a peso. Un tanto al chilo, prezzo fisso, che si tratti di aragosta o di carne arrosto. Noi con la spiaggia illuminata a giorno e con tutti i campetti sportivi sul lato strada (sono aperti a tutti: attrezzi ginnici, volley, il calcio, il basket..) abbiamo mangiato churrasco e bevuto una birra, poi ogni tanto ecco la musica e i brasiliani si alzano e ballano.

Lo hanno fatto anche allo stadio, per tutta la cerimonia. Quanto hanno ballato, è una cosa che li unisce, si vede. La musica è stata la nota che ha distinto la kermesse, per me particolarmente coinvolgente anche per i temi che ha sottolineato. Una cerimonia stupenda, molto brasiliana. Ero proprio dietro il pennone della bandiera olimpica, appena cinque file dietro il palco da dove hanno parlato Bach e le altre autorità. Mi ha meravigliato in particolare il coinvolgimento della gente, hanno applaudito anche i discorsi istituzionali con un orgoglio nazionale che sinora ho riscontrato soltanto negli Stati uniti, mentre in Italia siamo ancora molto lontani. Ma ai brasiliani siamo simpatici. In giro la divisa Armani è particolarmente ammirata e qui siamo conosciuti per le automobili, la gastronomia, il calcio e le bellezze storiche. E io non manco mai di fare un po’ di pubblicità alla Sardegna. L’Italia fra l’altro, dopo le nazioni più vicine ai brasiliani come Portogallo e Portorico, è stata una squadre più acclamate dal pubblico di casa, con un boato niente male.

Stamattina al Sambodromo per l’allenamento, e in serata la finale a squadre maschile. Mi sono diviso fra il mio ruolo di dirigente, e quello di tifoso azzurro. Mi avevano detto che da queste parti nei giorni scorsi c’era Thohir, numero uno del comitato olimpico indonesiano e presidente dell’Inter, e ieri sera l’ho incrociato. Però, resto milanista».

(Paolo Poddighe è il numero uno della Fitarco a Rio)

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