Olbia oggi in campo con i baby del Cagliari Ieri la festa in città
Andrea Cossu promosso capitano della squadra gallurese La società si guarda intorno dopo il ripescaggio in Lega pro
OLBIA. Festa di piazza, e di popolo, nel cuore della città. L’Olbia, intascata la serie C, categoria da cui mancava da 38 anni, ieri sera si è presentata ai suoi tifosi, con il saluto di Gigi Datome, il campione olbiese del basket che ha svelato la nuova maglia bianca. Tutto questo in attesa di debuttare ufficialmente in Coppa Italia, il 17 agosto: ciò avverrà proprio allo stadio Bruno Nespoli contro la Racing Roma, squadra di Ardea. Oggi, intanto, a Berchidda, ore 17.30, i bianchi disputeranno un’altra amichevole impegnativa: se la vedranno con la Primavera del Cagliari, squadra dalla quale sono arrivati e continueranno ad arrivare giocatori, nel segno della sinergia fra i rossoblù del presidente Giulini e l’Olbia del patron Marino.
E proprio lui, Marino, insieme a Datome, ieri ha fatto gli onori di casa sul palco allestito in piazza Regina Margherita: ha presentato l’allenatore, Michele Mignani, riconfermatissimo dopo aver portato l’Olbia da gennaio - complice il ko con la Torres che era costato il posto a Biagioni - alla promozione in serie C passando proprio dallo spareggio di maggio vinto contro i cugini rossoblù. Poi, presenti anche il sindaco Settimo Nizzi e le vecchie glorie dell’Olbia, il presidente ha fatto conoscere alla città la rosa, ancora incompleta: l’Olbia, ottenuta la terza serie calcistica, tornerà infatti sul mercato, avendo tempo sino al 31 agosto, per rendere la squadra competitiva in un girone, quello A, in cui ci sono formazioni molto attrezzate, a cominciare, secondo gli esperti, dall’Alessandraia e dalla Cremonese, senza dimenticare la pattuglia delle toscane, Livorno e Siena in testa. La novità più grossa è una: Andrea Cossu, lanciato proprio dall’Olbia, poi arrivato al Cagliari in serie A e in nazionale, sarà il nuovo capitano dei bianchi. Il numero 7 è stato scelto non solo perché è il più “anziano” del gruppo, ma anche perché è il simbolo della nuova Olbia: un giusto mix tra esperti e giovani.
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