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Oristano e il no alla Torres: è un falso

Oristano e il no alla Torres: è un falso

Il presidente dell’Atletico interviene sul mancato ripescaggio delle rossoblù

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SASSARI. «Non abbiamo chiesto l’esclusione di nessuno». E’ questo il tono di una lettera diffusa ieri dal presidente dell’Atletico Oristano in relazione al mancato ripescaggio della Torres Femmile al campionato di serie B. Una lettera distensiva ma che, nei fatti, non cambia la sostanza delle cose. Il numero uno del club oristanese, Luciano Flore, esclude che la non ammissione della Torres sia dovuta alla presa di posizione dell’Atletico e del Caprera ma non nega di aver inviato una lettera al presidente della Figc e a quello del dipartimento femminile. Il contenuto? «Non posso svelarlo – scrive – senza l’autorizzazione di Tavecchio , ma posso dire che non abbiamo chiesto l’escusione di nessuno e che le frasi rimbalzate sui siti non sono nostre».

«A noi farebbe piacere – conclude il presidente dell’Atletico – porre fine a tutto questo caos perchè non ha senso continuare a farsi la guerra. Speriamo anzi che si possa iniziare a collaborare tutti insieme per portare avanti progetti per lo sviluppo del calcio femminile in Sardegna».

Le giustificazioni non hanno convinto Andrea Budroni, presidente della Torres, che ha risposto rivolgendosi direttamente ai tifosi. «Abbiamo appreso di una replica dell’Atletico Oristano. Difficile non credere all’originalità della lettera inviata alla Lega con loghi e firme delle due società coinvolte. Qualora, come sostengono dovesse essere un falso, ci auguriamo che sia anche di loro interesse aprire questo vaso di Pandora e portare, come stiamo cercando di fare noi con i mezzi più opportuni, un livello di trasparenza tale da non dare a nessuno la possibilità di creare dissapori. Non nascondo però, nonostante abbia letto «non ha nessun senso continuare a farsi la guerra», di non aver perso l’amaro in bocca. Rileggendo più attentamente infatti le parole del presidente Flore, mi domando perché dichiari comunque di aver fatto richiesta di “delucidazioni” in merito alla nostra domanda di ammissione alla serie B. Non sarebbe stato comunque un voler esprimere un sottinteso fastidio? Se la volontà fosse stata quella di chiarire, perché non sollevare una cornetta per una chiacchierata informale che avrebbe potuto portare ad una dichiarazione congiunta di spiegazione ai tifosi (unici nostri referenti)? Conosciamo bene il regolamento e se in questo periodo si è parlato, anche ottimisticamente, di serie B avevamo motivi per crederla un traguardo possibile. Noi non intendiamo mollare e, ci fosse solo una possibilità, proveremo a coglierla».

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