Rio 2016, il sogno di Manuel Cappai dura soltanto nove minuti
Il pugile di Quartu eliminato dall’americano Nico Hernandez al primo turno. L’azzurro fa sua la prima ripresa poi perde fiducia e lucidità e cala alla distanza
SASSARI. Quattro anni fa a Londra uscì al primo turno, per guantone del filippino Mark Barriga, e pesò ll’inesperienza: era il più giovane pugile azzurro mai chiamato a partecipare a una Olimpiade. Quattro anni dopo a Rio de Janeiro, alla seconda esperienza olimpica, in molti lo pronosticavano per un lungo cammino, invece la seconda a cinque cerchi di Manuel Cappai si è chiusa ancora una volta al primo incontro, nei sedicesimi della categoria 49 kg, battuto dallo statunitense Nico Miguel Hernandez. Origini messicane ma prodotto del Kansas, 20 anni e un mestiere ieri notte messo a frutto nel modo migliore.
Fuori con amarezza, il quartese figlio d’arte, perché nel primo dei tre round aveva fatto vedere di poter superare l’americano, e i giudici infatti lo premiavano con un leggero vantaggio nei cartellini dopo i primi tre minuti.
Il sardo aveva preso subito il centro del ring e aveva agito come da logica, sfruttando i centimetri e il braccio in più.
L’avversario però nella seconda ripresa ha accentuato il gioco corpo a corpo, ha abbassato la testa e Manuel Cappai pian piano si è trovato in difficoltà, non tanto per i colpi subiti ma perché non riusciva a esprimere la sua boxe migliore sul quadrato.
Al gong, vantaggio unanime da parte dei giudici per Hernandez. Minimo, ma unanime.
Il copione non è cambiato nella terza ripresa, anzi Manuel Cappai nonostante i punbtuali consigli fornitigli dall’angolo ha perso progressivamente di lucidità e si è ancor più fatto avvolgere dall’americano, che in uscita e nel combattimento ravvicinato piazzava colpi velenosi, spesso doppiati, mentre Cappai – nonostante il tifo brasiliano fosse chiramente e rumorosamente a suo sostegno –, perdeva fiducia con il tracorrere del temp, e all’ultimo gong era chiaramente battuto, con un divario ancora superiore. L’americano col braccio sollevato, il sardo ancora una volta bruscamente svegliato dal sogno.
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