L’Italia della Orro cerca il primo sorriso
Dopo il pesante ko all’esordio con la Serbia le azzurre vogliono rifarsi oggi (14.30 ora italiana) contro la forte Cina
SASSARI. Alessia Orro e la nazionale femminile di pallavolo già “nella buca” all’esordio alle Olimpiadi. La formazione azzurra è stata infatti sconfitta con il severo punteggio di 3-0 (25-27, 20-25 23-25) nel primo match della kermesse a cinque cerchi.
Un risultato che, parlando fuori dai denti, mette a serio rischio il suo cammino oltre il girone di qualificazione. Un risultato che penalizza fin troppo la formazione italiana, considerata anche la vittoria un po’ a sorpresa dell’Olanda contro la Cina, che potrebbe creare ulteriori complicazioni al cammino di Orro e compagne.
Dati alla mano, per arrivare fra le prime quattro del girone, e quindi accedere alla seconda fase, con gli scontri ad eliminazione diretta, alla squadra di Bonitta servono almeno due vittorie nelle prossime quattro gare a partire dal secondo match del girone, in programma oggi contro la Cina alle 14,30 ora italiana. Poi, Olanda (mercoledì, 16,35), Stati Uniti (venerdì, 20,00) e Porto Rico (domenica, 20,00).
La Sardegna ha potuto festeggiare fin dalle 3,35 del mattino (ora italiana) fra sabato e domenica, orario di inizio della partita, vedendo scendere in campo contro la Serbia la sua beniamina Alessia Orro, preferita in regia alla più esperta Eleonora Lo Bianco, con Egonu opposta (35 anni in due, come la stessa Lo Bianco e la capitana Del Core), Guiggi e Chirichella al centro, Del Core e Sylla schiacciatrici e De Gennaro libero. La Serbia ha risposto con Ognjenovic in regia, la mancina Boskovic opposta, Nikolic e Mihajlovic schiaccatrici, Rasic e Veljkovic al centro, Popovic libero.
In realtà il vero incontro si è visto solamente nel primo set, nel quale la Egonu, ottimamente servita dalla Orro, che ha evidenziato il feeling costruito nel corso degli anni nel Club Italia, ha propiziato lo strappo iniziale a suon di servizio e contrattacco. Le azzurre si sono portate a condurre fino al 24-22, ma a quel punto hanno regalato troppo, con una battuta sbagliata della Del Core ed un errore di Sylla in ricezione. Un altro passo falso in ricezione di Del Core ed una invasione di Egonu hanno letteralmente regalato il set alle avversarie. L’Italia ha accusato il colpo, ed all’inizio del secondo set è andata subito sotto per 0-4. E’ risalita fino al 12-12, ma ancora la Serbia ha scavato un solco infierendo in battuta, e nonostante il doppio cambio tentato da Bonitta con Lo Bianco e Centoni in campo per Orro-Egonu si è portata sul 2-0 con Mihajlovic implacabile in attacco. Nel terzo parziale l’Italia ha tenuto il passo solo nei primi punti, poi le serbe son fuggite sull’8-12. Chirichella e compagne sono riuscite a risalire fino al 19-20, la Lo Bianco ha sostituto Orro al palleggio, ma sostanzialmente le cose non sono cambiate, e nonostante gli sforzi della Egonu (la giocatrice più giovane in campo, con i suoi diciassette anni ed otto mesi) la Serbia si è aggiudicata la gara con il punteggio più netto possibile, 3-0.
Valutazioni. Mission Impossible? Chissà. Una squadra come questa, fortemente puntata sulla linea verde (Orro e Egonu classe 1998, Sylla 1995, Chirichella, 1994, giusto per citare la titolari scene in campo contro la Serbia) è in grado di centrare qualsiasi exploit.
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