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«Qui a Rio è già carnevale»

«Qui a Rio è già carnevale»

Fra una medaglia e l’altra l’Accademia di samba si prepara

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RIO DE JANEIRO. «Sì soddisfatto, ma... Che peccato. L’Italia femminile nell’arco a squadre non era mai arrivata così in alto, però siamo arrivati proprio a un passo dal bronzo con l’arco, 2-4 contro la China Taipei che altre volte avevamo battuto. Applausi comunque, dopo una grande emozione. Per tutto il match non ho fatto altro che alzarmi per incitare le nostre. Un buon segno per le prove individuali, mentre nella prova a squadre maschile non siamo mai stati in gara. Le olimpiadi sono cominciate, qui a Rio è il secondo giorno e sono arrivate le prime medaglie azzurre. Che delusione pèerò per il ciclismo, per Nibali e per il nostro Aru. Ieri dopo la gara alla nostra vice-Casa Italia di Bora Bora ci ha fatto visita il presidente della Federciclismo Di Rocco, ha mangiato con noi e ci ha raccontato. Deluso, nonostante la grande prova degli azzurri e in particolare del nostro Fabio Aru. Ma il percorso era una trappola, l’ho notato da giorni prima prima della gara, pensavo che sistemassero quelle buche nella discesa e invece niente, e ci sono cascati in tanti, non solo Nibali.

Fra una pausa e l’altra delle gare di tiro con l’arco ieri al Sambodromo come ogni sabato le scuole dell’Accademia di samba preparavano il prossimo Carnevale. Si alternano, è un teatro. Con costumi trucchi e sceneggiature provano le coreografie per la prossima festa e nell’enorme capanno, grande quanto mezza piazza d’Italia, stanno mettendo anche a punto i dettagli per la grande cerimonia finale deei Giochi. E’ stata un’esperienza colorata, coinvolgente. Con me anche il direttore generale della Fitarco Alvaro Carboni, sardo acquisito visto che frequenta da sempre Porto San Paolo, e l’arbitro italiano Andrea Bortot. Per ovvie ragioni, spero che non debba dirigere la finale femminile. Poi in serata, a gare chiuse, un salto a Casa Italia per festeggiare le prime medaglie azzurre nella speranza di scoprirne di nuove, con gli atleti e gli altri dirigenti federali. E’ un momento per ritrovarci, scambiarci opinioni, sorridere e raccontarci. Si mangia anche, cucina lo chef stellato Davide Oldani. Niente male, ma se proprio devo dire la mia preferisco la cucina della nostra Casa Italia»

(Paolo Poddighe è il numero uno della Fitarco a Rio)

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