Appello dei tifosi sardi: salviamo il rally mondiale
Messaggio virale su facebook condiviso da piloti, commissari e appassionati Sotto accusa la classe politica che parla tanto ma non dà seguito alle promesse
SASSARI. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla tappa sarda del mondiale rally sembra calato un velo di silenzio. Tra gli appassionati è un rincorrersi di “si dice” e di speranze ma di certo c’è poco. Sticchi Damiani, presidente dell’Aci Italia, non ha gradito due interrogazioni parlamentari presentate da Roberto Capelli e ha manifestato il suo disappunto facendo ventilare l’ipotesi di una trasferimento della tappa dalla Sardegna alla Toscana.
Il rischio è concreto perchè oltre alla delusione del presidente per quelli che ha liquidato come attacchi politici c’è anche il solito problema dei finanziamenti che, nell’isola, è sempre difficile trovare (nonostante l’impegno della Regione). Insomma il rischio di perdere uno degli appuntamenti sportivi più importanti della stagione è concreto e il timore ha partorito una sorta di tam tam mediatico che corre veloce sul web.
L’iniziativa è partita dalla pagina facebook di Giuseppe Pirisinu, commissario di percorso e navigatore per passione, è stata subito condivisa da decine di “addetti ai lavori”.
«E’ passato un mese dall'annuncio del Presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani con il quale veniva resa nota la volontà di far disputare altrove le prossime edizione del Rally d'Italia – si legge nell’appello – . Da allora niente si è mosso, e abbiamo sentito solo tante belle parole. Noi sportivi amanti del rally non vogliamo che il rally mondiale lasci la Sardegna e chiediamo tutti insieme ai nostri politici di fornire segnali decisi e rapidi perché il Mondiale resti in Sardegna per i prossimi anni. Occorrono fatti e non parole, solidarietà reale e non polemiche create ad hoc. Segnali veri e forti che convincano l'ACI a non spostare la sede della prova mondiale italiana fuori dalla nostra isola. Questo continuo silenzio ci preoccupa perché ci ricorda la vicenda Ryanair che poi sappiamo come è finita. Non vogliamo che tutto si concluda in un modo così drastico e senza motivo. Cari politici mettere in atto ciò che avete promesso durante i vostri comizi in giro per l’isola. Questo è il momento». Poi l’appello finale: «Solo uniti ce la possiamo fare, aderisci alla nostra proposta. Vogliamo che il Mondiale rally resti in Sardegna».
L’appello è già stato sottoscritto da alcune centinaia di persone, da moltissimi piloti e da chi ha davvero a cuore le sorti di una gara che muove un giro di affari milionario e che porta nell’isola migliaia di appassionati e il Ghota dell’automobilismo momdiale. Perderla per una ripicca sarebbe davvero un peccato.
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