«Rio, 116 km e una scelta da fare»
«Distanze infinite, la sera si può seguire solo uno sport. Che spettacolo il nuoto»
RIO DE JANEIRO. «Oggi riposo per il tiro con l’arco. Anzi, riposo per modo di dire, perché ci siamo allenati eccome. E’ andata bene con Nespoli che ha passato due turni, e il coreano numero uno della ranking list è stato eliminato dal numero 68. Questo da un lato ci dà speranze, e dall’altro ci ricorda che ai Giochi può succedere di tutto. Ieri era anche il compleanno della nostra Lucia Boari. Non è che abbiamo fatto grandi feste, ci sarà tempo. Siamo tutti molto concentrati e per non rompere la concentrazione abbiamo voluto tenere un profilo basso sulla vicenda del titolo delle «cicciottelle» sul QS. La Fitarco ha fatto i suoi passi ufficiali e noi teniamo la squadra al riparo dalle polemiche, che non vogliamo assolutamente.
Terminate le prove a squadre abbiamo un po’ di tempo libero e non vedo perché non dovrei approfittarne, anche se il traffico diventa sempre più un problema e ieri era folle. Con le corsie preferenziali per gli olimpici, dal villaggio al Sambodromo di solito ci vuole mezzora ma ieri l’abbiamo fatta in due ore e un quarto. Se pensate che Rio da un capo all’altro, dal centro velico di Barra al Sambodromo dove c’è l’arco si sviluppa su 116 chilometri... Ma ieri ci siamo goduti il nuoto, dalle 22 alle 24 ora brasiliana. Nella Villa Olimpica ci saranno state 20.000 persone ed è stato spettacolo. Ho visto la semifinale della Pellegrini e mi sono goduto lo Squalo Phelps, e stanotte andrò a vedere gli azzurri del tennis e poi quello dello judo, e a fare il tifo per loro. Ho la fortuna di non pagare il biglietto, abbiamo un pass e al resto provvede il Coni. Ma non avendo nazionali qualificate niente partite di basket o calcio. Per i prossimi giorni – anzi per le prossime notti – ho messo in calendario un salto a Copacabana per il beach volley e infine il volley. E stop, perché viste le distanze devi scegliere, o fai una cosa o fai l’altra. Sempre accompagnati dalla musica e dal samba. A proposito, ieri in un negozio specializzato abbiamo comprato tutta l’attrezzatura per fare il tifo per i nostri, con una bomboletta sonora che non vedo l’ora di usare».
(Paolo Poddighe è il numero uno della Fitarco a Rio)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
