Il primo avversario è il traffico, poi...
Viaggio in un Paese che si fa amare e odiare nello stesso momento
RIO DE JANEIRO. Una buona storia che si rispetti, come quella di Luigi alle Olimpiadi, deve essere ambientata in un bel contesto e su questo Rio non offre solo una cornice, ma un vero e proprio mondo. Sono qui da un giorno e già la amo e, un po’, la odio. Incrociamo sull'aereo una brasiliana che finalmente parla benissimo l'inglese e capisce l'italiano, ci racconta come i brasiliani stanno vivendo il momento. Fino a qualche mese fa lavorava in un'azienda automobilistica di San Paolo che ha appena licenziato 2000 dipendenti e che descrive pienamente lo stato socio-economico di questo paese: recessione.
Le Olimpiadi sono state fortemente volute in un momento in cui il Brasile sembrava la prossima super potenza economica mondiale e ora si trova a gestirle in piena crisi. Questo e la corruzione secondo lei sono causa di ritardi e disorganizzazione, come, per esempio, la fila per mangiare alla mensa del villaggio olimpico e la poca abbondanza delle pietanze. Finiamo con il parlare di cibo, di fagiolate e tagli di carne. Tutto il mondo è paese.
Arrivati a Rio la disorganizzazione la “apprezzi” nel traffico. Inimmaginabile. L'autista (il cui nome si scrive Regil e si pronuncia come una canzone bossa nova), che ovviamente parla solo portoghese e guida come se stesse guidando l'ambulanza, si "muove" in un fiume di macchine infinito. Impieghiamo un'ora e mezza per una decina di chilometri ed è così per ogni singolo spostamento. Un'avventura... Infinita.
Le Olimpiadi hanno portato a deviazioni e chiusure che rendono il traffico ancora più impossibile. Lui serafico ci racconta di fare un lavoro bellissimo. Per gli atleti e le federazioni hanno lasciato una corsia preferenziale la "faixa olimpica" che i cittadini non possono percorrere, pena una multa "Muito cara". Non si sono posti il problema della trasformazione della città per i carioca. «Così per la sicurezza, ora è pieno di polizia e militari, ma dopo le Olimpiadi spariranno», racconta Regil. Per arrivare all'hotel passiamo per Copa Cabana e Ipanema e lì realizzo che sono a Rio e non in mezzo al traffico. Una meraviglia. E il nostro eroe?
Oggi è il suo giorno prima degli esami, se riusciamo ce lo portiamo un po’ in giro con noi, così si distrae e smette di preoccuparsi che possano rapinarci i narcos. Domani(oggi per noi che siamo rimasti in Italia ndc) sarà al Deodoro Olympic Shooting Club per la gara. Luigi c'è. Ajo luì, c'hai pure la corsia preferenziale.
(Manolo Cattari
psicologo dello sport
e mental coach
di Luigi Lodde)
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