Il campionato comincia con tre derby
Torres-Nuorese, Arzachena-Muravera e Lanusei-San Teodoro. Per il Latte Dolce esordio in trasferta sul campo dell’Ostia
OLBIA. Dopo la composizione dei gironi fatta il giorno precedente, ieri sono stati compilati i calendari dei nove gironi del campionato nazionale di serie D. Nel girone G, quello che vede la partecipazione delle sette sarde, insieme alle cinque laziali, due abruzzesi, tre umbre e una toscana si inizia il 4 settembre con le gare della prima giornata che vedrà tre derby sardi: Arzachena-Muravera, Lanusei-San Teodoro e Torres-Nuorese, mentre la settima, il Latte Dolce sarà di scena a Ostia.
Fischio d’inizio come detto il 4 settembre e la stagione regolare si conclude il 7 maggio del prossimo anno. Sono tre le soste in programma: il 25 dicembre, 1 gennaio e 13 marzo, mentre il turno che si doveva giocare in 16 aprile (giorno della Santa Pasqua) è stato anticipato a giovedì 13 aprile. Due i turni infrasettimanali ed entrambi si giocheranno di giovedì, l’8 dicembre e il 13 aprile.
Le prime nove giornate di campionato si giocheranno (salvo anticipi o posticipi) alle ore 15: con l’entrata in vigore dell’ora legale (fine ottobre) e sino alla fine di marzo (quando tornerà l’ora solare) le partite sono previste per le ore 14,30, per poi nell’ultimo mese di gioco alle ore 15.
In questo venerdì di amichevoli e allenamenti doppi, l’unico rintracciato è il presidente dell’Arzachena Menio Fiorini che, come il collega della Nuorese Artedino, non ha proprio digerito questo inedito girone sardo-umbro-tosco-laziale-abruzzese.
«Veramente non riesco a capacitarmi come sono riusciti a elaborare questo girone. Hanno tolto quattro squadre laziali per mettere formazioni umbre, abruzzesi e toscane. Così facendo i costi saranno certamente superiori e quello che ancora da più fastidio, che se guardiamo il calendario, i disagi per noi saranno ancora maggiori». Il presidente, si spiega meglio. «E’ vero che nelle prime tre giornate giochiamo tre derby e dopo la Santa Pasqua giocheremo soltanto in Sardegna, ma è altrettanto vero che l’Arzachena ha due delle trasferte più lunghe di questa stagione proprio nei due turni infrasettimanali che si giocheranno a dicembre e ad aprile. Faccio fatica a capire perché non ci hanno lasciato le nove laziali, con le due abruzzesi saremo stati a posto. Per la continuità territoriale, perché non ci hanno inserito, in alternativa con le formazioni lombarde, sono ben venticinque le rappresentanti di quella regione e avendo la continuità territoriale con Milano come con Roma, avremo avuto certamente meno costi di trasporto e disagi. Sono nove anni che le sarde non giocano più in Lombardia e non capisco perché non hanno optato per quella soluzione».
Lamentele e solo lamentele per un girone che proprio le società sarde fanno fatica a metabolizzare.
Al termine della stagione la prima classificata sarà promossa nel campionato di serie C.
Paolo Muggianu
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