Sono in partenza e sorrido
Saluto anche i militari, il mio tiro con l’arco è andato bene
RIO DE JANEIRO. «È il mio ultimo giorno ai Giochi, e sorrido. Le ragioni sono più di una. Mai l’Italia del tiro con l’arco nell’individuale maschile era arrivata così in alto nella sua storia, e mai la squadra femminile era arrivata così in alto nella sua storia. Pertanto, comunque vada a finire con Nespoli, il bilancio è soddisfacente. Anche Galiazzo ha tirato bene, ma è stato tradito dall’illuminazione artificiale. Ed è positivo anche anche il mio bilancio dei Giochi. Nonostante la disorganizzazione e l’improvvisazione di fondo è stata una gran bella olimpiade, ci siamo divertiti riuscendo anche a convivere con la costante presenza dell’esercito. Qui a Rio per strada ci sono decine e decine di migliaia di persone pertanto l’allerta è sempre massima e le divise sono onnipresenti. Garbati, discreti, ma in assetto da guerra.
Ieri finite le gare al Sambodromo sono andato al belvedere del Pan di Zucchero, sulla spiaggia di Botafogo, e per firmare il tabellone olimpico i miei amici mi hanno dovuto issare. Poi ho fatto un salto alla Villa Olimpica prima nello spazio dei gadget e dei ricordi olimpici, quindi al palazzetto del judo. Era tutto esaurito, e quando una brasiliana ha vinto l’oro si è scatenato un putife...Rio. Ci siamo sentiti con Manolo Cattari, ci eravamo ripromessi di incontrarci ma rispetto a me è svantaggiato, non può sfruttare le corsie preferenziali olimpiche e per spostarsi ci mette due ore e passa, ogni volta. Adesso sta seguendo Luigi Lodde, ci siamo ripromessi di incontrarci stanotte a Casa Italia – dove andrò a salutare prima della partenza insieme a tutta la squadra di tiro con l’arco –, speriamo con buone notizie reciproche».
(Paolo Poddighe è il numero uno della Fitarco a Rio)
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