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Testa, esordio vincente

Va avanti la prima pugile italiana ai Giochi

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RIO DE JANEIRO. Quel mancino funziona e come se funziona. È Irma Testa che lo utilizza con parsimonia ma con successo. Quarti di finale dei pesi leggeri (categoria 57-60 kg.) conquistati, l’australiana Shelley Watts battuta con verdetto unanime dei tre giudici (un colombiano, un uzbeko e un brasiliano) 39-37; 37-39 e 39-37.

Va avanti la ragazza di 18 anni di Torre Annunziata, provincia di Napoli, che sul ring mostra una buona tecnica ma non giustamente quella malizia che le permetterebbe di gestire il match con maggiore padronanza. Non ha ancora l’età ma la determinazione invece c’è, eccome.

L’australiana più bassina e scaltra si è avvicinata con maggiore facilità andando a segno con troppa facilità al volto e al corpo ma la napoletana era più rapida di gambe. E il movimento abbinato ad una buona dose di energia ha fatto la differenza. «Si sono contenta, ho fatto tutto quello che il fisico e la testa mi hanno permesso di fare. Mi aspettavo un esordio peggiore. Ho cercato di fare in modo che fosse come una finale e ho avuto ragione».

Un match vinto contro un’avversaria di 10 anni più esperta consente alla ragazza di Torre Annunziata di credere maggiormente nelle sue qualità: «Nella boxe l’età non conta anzi il fatto di avere 18 anni mi ha aiutato e mi aiuterà. Può esserci un punto a mio favore o a mio svantaggio. Ero avvantaggiata io che avevo 18 anni».

Lunedì i quarti contro la francese Mossely, campionessa del mondo: «Farò quello che so fare. Ho una buona preparazione e mi sento forte. Non è che mi posso inventare qualcosa giunta a sue giorni prima dell’incontro. Quello che ho fatto e di cui sono perfettamente conscia è il lavoro di 4 anni poi qui tiri tutto fuori. Io l’ho fatto contro la Watts e lo farò contro la francese. Sulla Mossely so che è una grande pugile, campione del mondo. Ma qui alle Olimpiadi una vale l’altra arrivati a questo livello».

Ieri nella sua città sulla spiaggia un’intera città ha tifato per Irma seguendo l’incontro dal maxischermo.

Carmelo Prestisimone

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