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Dalla festa di Rio a quella della Faradda

Dalla festa di Rio a quella della Faradda

Sassari eccomi, ma dal 5 settembre sarò di nuovo in Brasile per le Paralimpiadi

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«Ciao Rio, ciao Olimpiadi. Anzi, arrivederci, perché il 5 settembre tornerò in Brasile non con il Cio ma con il Cip, per le paralimpiadi, sempre con il mio ruolo nella federazione tiro con l’arco: abbiamo 9 qualificati, e seguirò con grande attenzione le prove dei sei atleti sardi in gara. Ci resterò fino al 16, e posso dire che arriverò ben preparato. Intanto, ieri sono sbarcato in Sardegna, a Sassari. Nella valigia rispetto a quando ero partito ho portato in più un bel po’ di pins ma sono sbalordito per il costo, ci hanno speculato eccome: circa dieci euro l’uno per quelli che a ben vedere non sono altro che delle spille di latta colorate. Ma in aeroporto ho notato che i prezzi stanno calando, man mano che si avvicina il giorno della sfilata conclusiva. Poi, un pupazzo della mascotte Vinicius e qualche asciugamano da mare, sono coloratissimi come d’altronde tutta Rio durante i Giochi. Qualche gadget per la famiglia, qualche borsa da mare per gli amici.

Poi, i ricordi dei Giochi. Per il tiro con l’arco torno con un bilancio positivo, con il podio sfiorato dalle ragazze e la buona prova dei ragazzi, con il primo quarto di finale individuale conquistato. Qualche medaglia ci è sfuggita per poco, ma tutto sommato siamo andati bene e Galiazzo lo ha già promesso: «A Tokyo io ci sarò», ha detto. Ci saranno anche i sardi protagonisti a Rio. Aru che è stato grande nonostante la caduta di Nibali e una discesa pericolosa, improponibile. Sesto. E’ andato oltre le aspettative il canottiere Stefano Oppo, al 4 senza pl si chiedeva come obiettivo massimo l’ingresso in finale e sono arrivati quarti. Potrà rifarsi Manuel Cappai, ma nel caso del pugilato è tutta la nazionale ad avere steccato, c’è qualcosa da rivedere. E crescerà e maturerà anche la giovane Alessia Orro, sicura promessa del volley azzurro. Anche per lei Tokyo è più di una possibilità come lo è per il caparbio Luigi Lodde. Ho parlato con il presidente della Federazione tiro a volo, Rossi, ed è d’accordo con me, Luigi s’è fatto prendere dall’emozione. La medaglia la voleva proprio, forse troppo e anche questo lo ha tradito. Ma a Tokyo sarà ancora più forte, scommetteteci.

Era d’accordo con me anche un signore che ha viaggiato al mio fianco in aereo. Aveva la sacca della Russia, gli ho parlato in inglese e mi ha risposto in italiano. Era Ezio Gamba, olimpionico di judo e ora direttore tecnico della Russia, che ha condotto a cinque medaglia. Abbiamo ricordato i tempi del Trofeo Sieni, che lui ha avuto modo di apprezzare, insieme a Sassari e Platamona, dove aveva l’albergo. Io, invece, ho apprezzato come sempre la festa della mia città, passando di tamburi e fischietti di Rio de Janeiro ai tamburi e fischietti di Sassari. Non potevo perdermi i Candelieri, ho fatto appena in tempo per la Faradda. Da una festa all’altra con il più classico degli auguri. A zent’anni. E arrivederci a Toyo 2020».

(Paolo Poddighe era il numero uno della Fitarco a Rio»

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