Esperienza e tanta grinta: la panchina è una garanzia
Rok, Jack, Lollo, Brian e Tau: regia croata, blocco italiano, potenza est europea Parola d’ordine affidabilità: uomini chiamati a dare minuti, energia e intensità
SASSARI. Cinque titolari, almeno sulla carta, e cinque uomini chiamati a dare il loro contributo, dalla panchina. Alternative scelte da coach Pasquini in bilico fra le necessarie qualità, l’affidabilità e la continuità del progetto.
Rok Stipecevic è l’unico straniero confermato rispetto alla scorsa stagione, giocatore che più di altri ha sofferto la mancanza di identità di gioco e chimica di squadra. Il play croato oggi è a Rio con la sua Nazionale, lavoratore maniacale a dispetto di un fisico “normale”, ha costruito la sua carriera sulla quotidianità in palestra. Assieme a Odom e Lacey dà vita a un tris di guardie intercambiabili che, in un quintetto piccolo, potrebbero anche coesistere. Olaseni con pick n’ roll aggressivo e Lydeka sfruttando blocchi duri e profondità, potranno giovare al suo stile di gioco.
A proposito di lunghi, cambio di Olaseni sarà il gigante lituano Tautvydas Lydeka, centro di oltre 110 kg ma agile e rapido, capace quindi di spiazzare gli avversari. Possenza e propensione al rimbalzo, un combattente da parquet, veterano della Lega A che non si lascia intimorire da niente e da nessuno. È particolarmente efficace nelle collaborazioni a due da pick n’ roll, situazione da cui scaturiscono la maggior parte delle giocate offensive. La sua mole lo mette nelle condizioni di piazzare blocchi granitici, ma non gli impedisce di sfruttare al meglio la sua intelligenza nell’uso degli spazi, né tanto meno di farsi largo (dominando) in area colorata, creando ottime linee di passaggio per il portatore di palla. Se ne parla come di un professionista esemplare che sa essere anche uomo squadra.
Tornando al reparto esterni, Lollo D’Ercole come Stipcevic ha pagato gli up and down della passata stagione. Poco spazio per oltre tre quarti di campionato, con l’arrivo di Pasquini in panchina e complici le problematiche legate al ruolo di ala piccola dettate dagli infortuni e condizionate dalla meteora Mitchell, è rientrato nelle rotazioni partendo anche in quintetto nella serie contro Reggio Emilia. Un roster dotato di chiara fisionomia e ruoli ben delineati è situazione ideale in cui D’Ercole potrà ritagliare il suo spazio come cambio della guardia titolare, con possibilità d’utilizzo da tre tattico o playmaker aggiunto. Le sue caratteristiche lo rendono complementare ai suoi compagni da perimetro, mentre il suo tiro dai 6.75, preciso e rapido, in uscita dai blocchi e su scarico può fare male e aprire le difese avversarie.
Ultimi, ma solo perché di loro ormai si conosce tanto, forse tutto, i due veterani biancoblù: Jack Devecchi e Brian Sacchetti. Il capitano “non si discute, si ama”, dieci campionati alla Dinamo, dieci anni a Sassari e in Sardegna. È la bandiera, il punto di riferimento, simobolo della continuità del progetto, e dopo aver ricevuto il testimone da Manuel Vanuzzo, si appresta a vivere la sua undicesima annata isolana. Il duro allenamento, soprattutto al tiro, lo ha trasformato da “semplice” ministro della difesa a giocatore completo e maturo, che garantisce un rendimento assicurato e non fa mai mancare il suo prezioso contributo di intensità e energia. Da lui riparte la Dinamo, dalla grinta di chi non molla la presa, mai.
Al suo fianco ci sarà ancora una volta l’altro sassarese d’adozione, Brian Sacchetti. Lo scorso anno l’esonero del padre/coach Meo e stata doccia fredda che poteva schiaciarlo. Ha reagito da professionista, con sana rabbia, riversandola sul parquet. Poi ha accusato un calo salvo riprendersi in un finale in cui le rotazioni gli hanno regalato spesso minuti importanti e spazi in campo. Oggi può essere considerato un’ala polivalente, adatta e adattabile al gioco di quintetti piccoli, con licenza di marcare numeri 4 di stazza superiore.
Giovanni Dessole
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