Cossu è fiducioso: «L’Olbia punta in alto ma sarà durissima»
Parla l’ex trequartista del Cagliari, ora capitano dei bianchi «Compagni di ottimo livello, non deluderemo i sostenitori»
OLBIA. Leader tecnico, tattico ed emotivo. Fascia da capitano al braccio e una seconda giovinezza calcistica che promette grandi cose. Andrea Cossu si è preso l'Olbia, dopo essere arrivato lo scorso gennaio come colpo di mercato insieme al cambio di proprietà e allo sbarco in Gallura del presidente Alessandro Marino. Un anno e mezzo dopo non c'è più la serie D, ma la Lega Pro. E Cossu sembra trovarsi benissimo.
Ma dove può arrivare questa nuova Olbia? «Puntiamo in alto, inutile nasconderlo. Andiamo in campo per giocarcela sempre e fare il meglio possibile - spiega il trequartista ex Cagliari -. Il campo però ha sempre l'ultima parola e ogni cosa dovremo meritarcela. Ma le sensazioni sono buone».
Alla prima stagionale, la partita di Coppa Italia contro il Racing Club Roma al Nespoli, il folletto dell'Olbia ha tirato fuori dalla scatola magica alcuni dei suoi giochi preferiti: cambi di direzione, aperture al millimetro e soprattutto una quantità industriale di assist. Il suo marchio di fabbrica. «Gioco nella posizione ideale, per il semplice motivo che è sempre la stessa - spiega Cossu -. Io sto bene, rispetto all'anno scorso ho fatto tutta la preparazione e i risultati si vedono. Ma siamo un buon gruppo, ho compagni di squadra di grande livello, tecnico e umano, anche se come sempre sarà il campo ad avere l'ultima parola». Intanto la nuova vita calcistica di Cossu sembra proseguire all'insegna di quel famoso elisir che fa ringiovanire e non sentire gli anni. «Francamente non so quanti anni giocherò ancora. Posso dire che mi sento bene e che voglio fare un grande campionato». Intanto c'è la Lega Pro, ottenuta con il ripescaggio ma guadagnata anche sul campo con una grande seconda metà di campionato e la vittoria nella sfida dei playoff contro la Torres. Ma che torneo sarà quello che attende l'Olbia? «Parliamo di un campionato importante come la serie C unica, con grandi squadre e giocatori di livello. Posso dire che le favorite mi sembrano Alessandria e Cremonese, ma anche il Siena si sta rinforzando - sottolinea il capitano dei bianchi -. Ma si tratta di un torneo durissimo, con tante squadre di blasone e con potenzialità tecniche. Toccherà a noi dimostrare di essere all'altezza e non deludere i tifosi».
Quei tifosi che l'hanno eletto a idolo del Nespoli. Ma anche la società punta forte su Cossu: prima con la fascia da capitano. Poi facendone il simbolo della nuova avventura in Lega Pro: la foto del trequartista di Cagliari campeggia nei manifesti per la campagna abbonamenti della società insieme a un bambino che indossa la maglia dell'Olbia. Generazioni a confronto. In campo anche lui fa un po' da chioccia a tanti giovani provenienti dal settore giovanile del Cagliari. Alcuni dei quali cresciuti nel suo mito. «Sono ragazzi a posto, forti, ben educati, con una cultura del lavoro. A dimostrazione che il settore giovanile del Cagliari sta facendo benissimo. Sono pronti per fare la loro parte». Infine una chiusura proprio sul Cagliari, il suo più grande amore. «Credo sia stata fatta un'ottima squadra. Cagliari e il Cagliari meritano grandi soddisfazioni».
Giandomenico Mele
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