Usinese, il figliol prodigo torna a casa
L’ex Torres Gianni Piredda: «È il momento giusto, sono onorato»
USINI. «Quest’anno c’è stata l’occasione, dopo tanto tempo, di giocare con l’Usinese e ho accolto la chiamata della società con molto piacere, considerando che non ho mai vestito la maglia rossoblù per me è un piacere ma anche un onore. È arrivato il momento giusto, e poi non sono più un ragazzino». Il talento Gianni Piredda, per la gioia dei tifosi, con la sua classe infiammerà il “Peppino Sau” in una stagione tutta da scoprire che nasce con buoni propositi. «Oltre l’interessamento da parte della dirigenza – ha detto Gianni Piredda – mi ha spinto anche la presenza di un grande mister capace ed esperto come Peppone Salaris e i tanti ragazzi di Usini che vestono da anni la maglia rossoblù come Muroni, Merella, Derosas e mister Giovanni Manueli». Che importanza ha vestire la maglia della squadra del proprio paese? «Tanto, perché qui ho dato i primi calci al pallone, e poi ho tanti amici che tifano l’Usinese. Ho iniziato la mia carriera nella Polisportiva Usini, per questo tengo a ringraziare tanto Simone Delogu l’allora presidente, il primo che ha creduto in me senza ostacolare il mio trasferimento, appena quattordicenne, alla Torres senza alcun fine e richiesta di premio. Per me è stato un gesto importante, una persona che stimo e alla quale sarò sempre riconoscente. Alla Torres è iniziata la mia carriera fino ad arrivare a giocare in seria A con la Sampdoria». Portare l’Usinese in Eccellenza sarebbe una bella soddisfazione. «Non è facile, però la società ha fatto grossi sacrifici allestendo una rosa competitiva, ce la metteremo tutta per raggiungere un grande obiettivo».
Franco Cuccuru
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