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L’Inter rimedia soltanto un punticino

L’Inter rimedia soltanto un punticino

Rispoli porta in vantaggio il Palermo, davanti ai nuovi proprietari cinesi rimedia capitan Icardi. Inutile assedio finale

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MILANO. Frank De Boer capisce subito di che pasta è fatto il pubblico di San Siro che esprime il proprio disappunto con sonori fischi, i primi di stagione: finisce con un misero pari l'esordio casalingo dell'Inter fermata da un volenteroso Palermo.

Prima il vantaggio di Rispoli, poi la replica di Icardi che salva la sua squadra da una figuraccia, dopo la sconfitta di Verona contro il Chievo.

L'allenatore olandese esclude Candreva che però si rivela decisivo una volta entrato, al 23' del secondo tempo. Zhang e Thohir, affiancati da Tavecchio, sono in tribuna. Presentato Joao Mario che promette scintille e parla di scudetto così come l'allenatore olandese.

Contano i numeri con l'Inter già lontana cinque lunghezze da una Juventus a punteggio pieno. Molte parole, tante promesse, qualche importante colpo di mercato che avevano portato un certo entusiasmo, dal campo pochi fatti.

L'Inter comincia male, anzi malissimo. Il Palermo di Ballardini si difende bene. Poi i nerazzurri crescono, sciupano, subiscono un gol, inseguono e finalmente pareggiano una partita dalle tante facce.

San Siro osserva il minuto di silenzio in segno di cordoglio per le vittime del terremoto, poi inizia una sfida che sulla carta dovrebbe essere una passeggiata per l'Inter. Invece la prima occasione la costruisce al 7' il Palermo con Goldaniga che non riesce a girare in rete la punizione calciata da Hiljemark. I nerazzurri sono fiacchi e spenti. Il caldo torrido spinge l'arbitro a chiamare il time out. L'Inter sciupa tanto, troppo ma sugli spalti c'è ancora ottimismo. E invece la ripresa si apre con il gol di Rispoli, sinistro velenoso deviato da Santon. San Siro ammutolisce, parte qualche fischio. Thohir fa una smorfia, Zhang impassibile. I nerazzurri cercano di scuotersi con Perisice. Medel si dà un gran da fare e la sua incornata si spegne di poco a lato ma i minuti passano e l'Inter non riesce a raddrizzare la partita. De Boer capisce quanto il momento sia difficile, butta nella mischia il giovanissimo Miangue al posto dell'evanescente Santon e schiera Candreva al posto di Perisic. Finalmente l'olandese ne azzecca una: l'ex laziale si rivela decisivo. Si sveglia Icardi che al 27' mette in rete da due passi, di testa, sfruttando il cross perfettamente calibrato di Candreva. L'Inter vuole vincere, spinge, ci prova. Quattro interminabili minuti di recupero ma il risultato non cambia. È il momento dei fischi. Il nuovo patron Zhang è deluso dopo aver investito ben 70 milioni nell'ultima tornata di mercato e lascia lo stadio senza neanche passare dagli spogliatoi. La 'vera Inter' di Boer ancora non si vede.

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