«Abbiamo trovato debiti pesanti, ci serve l’aiuto dei torresini veri»
SASSARI. Nella storia ultra centenaria della Torres un avvio di stagione così pirotecnico ancora non si era visto. A tre giorni dal debutto in campionato contro la Nuorese la società ha messo fine a...
SASSARI. Nella storia ultra centenaria della Torres un avvio di stagione così pirotecnico ancora non si era visto. A tre giorni dal debutto in campionato contro la Nuorese la società ha messo fine a un silenzio stampa che si prolungava da due mesi e lo ha fatto proprio nel giorno dello sciopero del tifo.
Piraino deve aver capito che l’aria è pesante e, pur senza mai accennare alla protesta di oggi, ha speso una buona parte della conferenza stampa convocata nella sede di viale Adua per chiedere collaborazione alla stampa e ai supporter torresini e spiegare i motivi di un avvio di stagione così stentato.
I conti in rosso. Il presidente ha cominciato dall’inizio: «Non è vero che ho rilevato la Torres per tre euro – ha detto – perchè la società era gravata di 750 mila euro di debiti. E dunque il costo totale è stato di 753 mila euro». Ma non basta: «Nel corso dei questi primi mesi di gestione abbiamo scoperto un debito di quasi 250 mila euro relativo agli ultimi mesi di stipendi non pagati nel campionato di Lega Pro 2015 e siamo stati costretti a trattare con un gruppo di ex giocatori che hanno accettato di chiudere il contenzioso per una cifra di 149 mila euro. E’ una somma importante alla quale bisognerà aggiungere rimborsi spese relativi alla scorsa stagione per altri 118 mila euro. Questi impegni ci hanno costretto a ridimensionare i programmi e a mettere al primo punto della stagione che sta cominciare il risanamento del bilancio». Piraino ha spiegato di non aver denunciato prima la situazione «per un impegno preso con Capitani per non disturbare la squadra impegnata nei playoff» e non è stato tenero nei confronti con l’ex presidente che «aveva preso l’impegno di pagare tutto e invece ha bruciato quattro mensilità. Lo avessi saputo non gli avrei lasciato l’incasso nel derby con l’Olbia».
I programmi. A fronte di una situazione economica in profondo rosso anche i programmi sportivi sono stati ridimensionati. «Quest’anno puntiamo a disputare un campionato dignitoso che ci permetta di gettare le basi per la prossima stagione. Io ho promesso di riportare la Torres in Lega Pro nel giro di tre anni e se non ci riuscirò restituirò la società al sindaco. Lo farò a costo zero e con una società risanata. Ma sono convinto che presto rivedremo la squadra tra i professionisti».
L’appello. Per raggiungere i suoi obiettivi Piraino ha bisogno della stampa e dei tifosi: «Voltiamo pagina – ha detto – e pensiamo al futuro. Solo lavorando tutti assieme possiamo dare gambe al progetto Torres. Non ha senso boicottare una squadra giovane che non vede l’ora di misurarsi sul campo. Valutiamola per quello che rende e aiutiamola a rendere al massimo». Poi l’invito finale ai supporter: «Chiederò al tifo organizzato di esprimere due nominativi che faranno parte a tutti gli effetti della società, parteciperanno alle assemblee trimestrali e avranno accesso a tutti gli atti». E lo “sciopero” di domenica? «Io mi auguro di vedere il solito Vanni Sanna. Ho preso la Torres perchè la Torres è un brand conosciuto in tutta Italia proprio per il suo pubblico»
A.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google