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La Dinamo vuole crescere l’Hapoel è già nel mirino

La Dinamo vuole crescere l’Hapoel è già nel mirino

Basket, dopo 11 giorni di ritiro a Olbia i biancoblù si preparano ai primi test Sabato al Geovillage esordio probante contro l’Hapoel Gerusalemme

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OLBIA. Day 11 di lavoro in Gallura per la Dinamo, che continua a faticare agli ordini dello staff tecnico e del preparatore atletico. Il gruppo biancoblù, attualmente composto da quattordici giocatori (compresi i due baby Casula e Pompianu e il “prestito” Martin), prosegue con le doppie sedute di lavoro.

Verso la prima uscita. Il momento del basket “vero” è comunque dietro l’angolo: sabato infatti i ragazzi di coach Federico Pasquini scenderanno in campo al Geopalace di Olbia nella prima giornata del trofeo Tirrenia, sfidando l’Hapoel Gerusalemme dell’ex commissario tecnico Simone Pianigiani e dell’ex biancoblù Jerome Dyson. Nella squadra israeliana potrebbe esordire anche una vera e propria stella: l’americano Amar'e Stoudemire, che dopo una vita spesa in Nba ad altissimi livelli, a 34 anni ha accettato di trasferirsi in Europa.

La manifestazione, alla quale prenderanno parte anche due formazioni del massimo campionato italiano, la Scandone Avellino e la JuveCaserta, verrà presentata questa mattina al Geovillage, quartier generale del ritiro del Banco di Sardegna.

Il clima. Morale sempre alto, in casa biancoblù, anche perché ieri sera i giganti hanno potuto godere di qualche ora di svago con una visita ufficiale al Phi Beach, il celebre locale di Baja Sardinia, che potrebbe addirittura andare ad allungare la lista degli sponsor della società sassarese. Sorrisi e svago per tutta la comitiva biancoblù, che di fronte a uno dei tramonti più belli della Sardegna si è potuta concedere anche qualche strappo alle regole. Piccolo, però, perché oggi si torna in palestra per un’altra durissima giornata di allenamenti.

La fiducia. «Ho scelto Sassari perché so qual è la filosofia di gioco che si professa qui – ha detto nei giorni scorsi Darius Johnson-Odom –, per me tornare in Italia rappresentava una grande opportunità, conoscevo alcuni dei ragazzi che avevano firmato per questa squadra. Sono al terzo anno in Europa da professionista e in questo lasso di tempo ho imparato tanto. All’inizio quando sono arrivato a Cantù non conoscevo molto del sistema di gioco europeo, ma da allora penso di essere cresciuto. Il mio obiettivo è coinvolgere tutti e cercare di spingere molto in contropiede, dovrò stare concentrato sia in attacco che in difesa».

«È il mio secondo anno in Italia – ha detto Trevor Lacey –, mi stanno aiutando tutti a crescere, sono pronto e questo sarà una grande opportunità per la mia carriera, un nuovo step. Dopo la stagione da rookie a Pesaro voglio crescere ancora, ho trovato un ottimo gruppo, e mi aspetto grandi cose». (a.si.)

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