I tifosi preparano una guerra di trincea
Dopo la riuscita manifestazione anti-Piraino di giovedì i supporter della Torres studiano nuove forme di protesta
SASSARI. Il giorno dopo la protesta dei tifosi della Torres sotto Palazzo Ducale è tempo di bilanci. Umberto Graziano, il promotore dell’iniziativa, non nasconde la soddisfazione per la risposta della piazza ma è consapevole (e lo dichiarato pubblicamente l’altro ieri sera) di essersi cacciato in un bel tritacarne mediatico. «Sono contento per la risposta dei supporter rossoblù – confessa – ma adesso bisogna guardare avanti. Non so quali siano le intenzioni di Daniele Piraino e non so se la contestazione di ieri sarà servita per convincerlo a passare la mano. Però dobbiamo farci trovare pronti».
Qualla dell’attore e cabarettista sassarese ha tutta l’aria di una candidatura per un ruolo nel dopo Piraino. E lui non lo nega. «Ho lanciato la proposta di una manifestazione pubblica perchè bisognava mandare un segnale forte di malcontento alla società e alla classe politica cittadina. L’idea è stata condivisa da tutte le anime del tifo rossoblù (cosa che non succedeva da tempo) e credo che questo sia il risultato più importante ottenuto ieri. Ho visto una grande unità di intenti e mi viene da pensare che se si fosse trovata prima le cose non sarebbero arrivate a questo punto. Adesso però bisogna andare avanti con la consapevolezza che la situazione è pesante ma non irreversibile. Ieri ho detto che la Torres si può salvare, oggi ne sono ancora più convinto».
Per Umberto Graziano la strada per evitare l’ennesimo fallimento è quella del “ Torres Project” una sorta di azionariato diffuso con un controllo popolare sulla scelta dei quadri dirigenti. «Ho lanciato un’idea – spiega – è do la mia disponibilità a fare da garante all’operazione. Nei mesi scorsi ho parlato con tanti tifosi e con un bel numero di imprenditori locali che mi hanno confermato la disponibiltà a contribuire per salvare la società rossoblù. Non so se Piraino passerà la mano e quando, ma sono certo che la città si farà trovare pronta».
L’ottimismo di Graziano è quasi pari alla rabbia degli ultras che, a loro volta, si stanno oranizzando per dare un seguito alla protesta. L’idea è quella “avvelenare i pozzi” ai quali Piraino pensava di abbeverarsi. E dunque niente biglietti per domenica (anche se sarà difficile rinunciare al debutto della squadra in campionato), niente abbonamenti e, di riflesso, fuga degli sponsor. Una botta pesante alla voce incassi che, nel tempo, potrebbe convincere l’attuale dirigenza a sedersi a un tavolo (il sindaco si è offerto di fare da arbitro) per studiare una via d’uscita onorevole per tutti.
Ieri la società ha evitato di rilasciare commenti sulla dura contestazione di giovedì e ha preferito concentrarsi sul campionato e sul derby di domani con la Nuorese. Il presidente ha trascorso parte della mattinata al Vanni Sanna e ha poi cercato di tranquillizzare allenatore e giocatori. E’ però evidente che uno sciopero del tifo non può essere retto a lungo e Daniele Piraino è il primo a esserne consapevole.
Antonio Ledà
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