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Marino: «In serie C a lungo» Per i bianchi museo e store

di Guido Piga
Marino: «In serie C a lungo» Per i bianchi museo e store

OLBIA. Sullo sfondo, il pannello con gli sponsor. Alessandro Marino, nel negozio d’abbigliamento Ambrosio, sede fissa dello store dell’Olbia calcio e sede provvisoria di un piccolo museo dei bianchi...

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OLBIA. Sullo sfondo, il pannello con gli sponsor. Alessandro Marino, nel negozio d’abbigliamento Ambrosio, sede fissa dello store dell’Olbia calcio e sede provvisoria di un piccolo museo dei bianchi con maglie, foto e vecchi articoli, dice una cosa semplice che riassume tutto quello che si sta muovendo attorno alla squadra tornata nella serie C dopo 38 anni: «Siamo nel calcio professionistico per restarci a lungo».

Non un annuncio, quello del presidente dell’Olbia, non uno spot: più di tutto, un dato di fatto. Parlando con i giornalisti, Marino ricorda un dato, pubblicato dalla “Nuova” qualche giorno fa: «La società Transfermarkt ha calcolato che la rosa dell’Olbia vale sul mercato 4 milioni, è la quarta del girone A. Questo, e comunque penso che la nostra rosa valga anche di più, vuol dire qualcosa di importante. Ora, un po’ di adattamento alla categoria ci sarà, ma sono convinto che quando la squadrà ingranerà se la potrà giocare su tutti i campi. Il nostro obbiettivo - spiega Marino - è doppio: mantenere la categoria e far divertire il pubblico».

Ovviamente, a parlare sarà il campo. Ma Marino, in vista del debutto di domani al Nespoli contro la Lucchese (ore 16,30, meglio prendere il biglietto prima per evitare le file: il botteghino sarà aperto dalle 10), è fiducioso: «Abbiamo avuto una buona risposta dai tifosi - dice -. La campagna abbonamenti sta andando bene: posso dire, anche senza dare cifre, che è in proporzione siamo sulla media del girone C». Che è quello dell’Italia del sud, campi caldi, affollati: a Taranto, per dire, domenica scorsa c’erano 8 mila spettatori. Una buon passo per centrare un’altra mission: l’Olbia calcio vuole essere parte della promozione turistica di Olbia, della Gallura. «Lavoreremo per questo - dice ancora Marino -. Gli esempi ci sono: prendiamo Las Palmas, alle Canarie: lì la squadra muove anche il turismo».

La sfida, per ora, è stata accettata da alcuni imprenditori. Fra questi, la famiglia Ambrosio, da 50 anni nel commercio di abbigliamento. «Quello dell’Olbia calcio è un progetto professionale, la città ne aveva bisogno: aveva e ha necessità di alzare le sue ambizioni - spiega Pasquale Ambrosio, a nome di tutti -. Noi, con lo spazio per lo store dei prodotti della squadra e dello sponsor Macron, ci crediamo».

Poi la passa al calcio giocato. L’occasione è buona per presentare l’ultimo colpo dei bianchi: Francesco Pisano, 30 anni, undici stagioni in serie A con il Cagliari, mezza in serie B inglese con il Bolton e l’altra con l’Avellino sempre in B.

«Volevo tornare in Italia, in Sardegna - dice Pisano -. Conoscevo il progetto dell’Olbia, ne parlavo con Andrea Cossu: ho atteso e sono felice di essere dentro questo piano ambizioso».

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