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Scelte oculate in un puzzle con le tessere al posto giusto

CAGLIARI. Il mercato del Cagliari merita una larga sufficienza. È stato gestito in modo intelligente dalla società, che facendo tesoro degli errori commessi due stagioni fa, ha portato ad Asseminello...

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CAGLIARI. Il mercato del Cagliari merita una larga sufficienza. È stato gestito in modo intelligente dalla società, che facendo tesoro degli errori commessi due stagioni fa, ha portato ad Asseminello calciatori esperti che hanno elevato il tasso tecnico e di personalità della squadra. Si è intervenuti in tutti i reparti, rinforzandoli, evitando le scommesse (troppe) della gestione Zeman, sfociate in una retrocessione che ancora oggi fa molto male. Il trio Giulini-Capozucca-Rastelli ha ragionato, fatto tutte le valutazioni e poi si è messo in moto per centrare gli obiettivi.

La difesa. È arrivato il campione d’Europa Bruno Alves, giocatore che nelle prime due giornate ha dimostrato cosa può dare alla squadra. Nell’ultimo giorno di trattative è stato preso Luca Bittante, alternativa a Nicola Murru nel ruolo di terzino sinistro. Un giocatore che mister Rastelli conosce bene per averlo allenato all’Avellino, reduce da una stagione all’Empoli dove ha messo insieme sedici presenze. Cepptelli, Capuano, Salamon e Pisacane sono affidabili ed è questo il motivo per cui si sono meritati la conferma. Senza dimenticare Isla e Padoin, che possono indifferentemente essere utilizzati a centrocampo e in difesa. Una duttilità che rappresenta un’opzione in più e anche un bel vantaggio.

Il centrocampo. Detto di Isla e Padoin, in questo reparto il moldavo Artur Ionita si è subito inserito bene nei meccanismi. Ma ha chiesto ed ottenuto di giocare a destra, posizione nella quale si trova meglio. È stato accontentato dal tecnico, anche perchè Padoin non ha problemi a spostarsi a sinistra. E nella gara con la Roma i risultati si sono visti. La ciliegina sulla torta è arrivata quasi sul gong del mercato. Il greco Panagiotos Tachtsids è il tassello che mancava per completare il puzzle. Viste le sue caratteristiche, forse è meglio che sia scelto lui e non Mati Fernandez. Può essere schierato davanti alla difesa, ma anche da interno sinistro. Un altro giocatore di personalità che sa coniugare qualità e quantità. Senza dimenticare Nicolò Barella, un giovane che ha dimostrato di non essere un soprammobile.

L’attacco. In tre partite ufficiali (Tim Cup compresa) Marco Borriello ha segnato sei gol. Si sta rivelando il compagno ideale per Marco Sau, col quale ha già raggiunto una buona intesa. Una coppia assortita: il primo ha forza fisica, tiene palla, è abile nel gioco aereo: il secondo è rapido, non dà punti di riferimento, sa inserirsi da dietro e creare spazi per i compagni. Il reparto è completato dai brasiliani Farias e Joao Pedro (è lui il trequartista titolare quando starà bene) da Nicolò Giannetti e Federico Melchiorri, entrambi pronti a dare il loro contributo. Tante bocche da fuoco e anche tanta concorrenza che stimolerà i singoli a dare sempre il massimo per avere un posto da titolare. Massimo Rastelli lo sa e si frega le mani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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