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Dinamo da applausi, l’Hapoel si arrende

di Andrea Sini
Dinamo da applausi, l’Hapoel si arrende

Grande spettacolo e vittoria al fotofinish (88-85) nella prima amichevole stagionale contro una squadra di alto livello

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INVIATO A OLBIA. Se il buongiorno si vede dal mattino, quest’anno ci sarà da saltare sui seggiolini del palazzetto, a prescindere dal risultato. La prima amichevole stagionale della Dinamo è un trionfo di fuochi d’artificio, con tutte le componenti in grado di fare innamorare il pubblico: talento, cuore, fiammate abbaglianti e “belle facce”, quelle che fanno tanto felici gli allenatori e i tifosi. La squadra di Federico Pasquini supera al fotofinish, 88-85, la corazzata Hapoel Gerusalemme, allenata dall’ex ct azzurro Simone Pianigiani e guidata dall’ex biancoblù Jerome Dyson. Il pubblico del Geopalace di Olbia applaude con convinzione l’impresa della squadra sassarese, presentatasi in campo senza centri: con Olaseni ancora impegnato con la sua nazionale, Lideka è stato tenuto precauzionalmente a riposo a causa di una botta subita in allenamento.

Luci e ombre. Prendiamola per quello che vale, questa gara: per entrambe le squadre era semplicemente il primo test precampionato, con appena due settimane di lavoro sulle gambe. Ma alcuni segnali sono inequivocabili: quando la Dinamo riesce a tenere su il ritmo è già una bellezza da vedere. Pur in emergenza nel settore lunghi, Pasquini ha scelto di impostare il gioco sulle stesse soluzioni provate al completo. Johnson-Odom, 26 punti in 26 minuti con appena 10 tiri (30 di valutazione) ha fatto vedere di cosa è capace. Savanovic è un manuale sulla pallacanestro con la cattiveria e la malizia di una faina. Carter è il fenomeno che ci si aspettava. Bene anche Lacey, nonostante l’avvio timido. Ma quello che è piaciuto è lo spirito di squadra, con un gruppo che se ancora non è perfettamente cementato, di certo è sulla buona strada. Ci sono state diverse pause, è vero: l’Hapoel, ha piazzato diversi break devastanti, sfruttando le falle sotto canestro e il talento di Dyson e Jerrels. Ma il Banco ha ribattuto sempre colpo su colpo.

La partita. I sassaresi partono sciolti, con Sacchetti che si sacrifica e si diverte a scambiarsi legnate con Stoudemire. Dopo il 17-9 iniziale, arriva un contro-break di 4-17. Alla prima siren è +5 (21-16), ma La risalita degli israeliani è già iniziata. (21-26). Savanovic colpisce da 6 metri, Jdo schiaccia a difesa schierata e Carter infila il nuovo +1 (30-29 al 15’). L’inerzia è di nuovo biancoblù, con una difesa solida e una spinta in transizione che frutta il +5 di Lacey (35-30). Il motore va a tutta e per la squadra di Pianigiani sono dolori: Lacey e Savanovic scavano un profondo solco e all’intervallo è +13 (48-35). L’Hapoel si rifà subito sotto con un break di 8-0 (50-43), ma la Dinamo è brava a non farla rientrare in partita, anzi: Carter si scatena dai 6,75, Johnson-Odom segna in tutti i modi e dall’altra parte il trio Stipcevic-Devecchi-Sacchetti fa a sprangate in difesa. Al 28’ arriva il +16 grazie a una tripla di Djo (68-52). I sassaresi cedono di schianto, perché Savanovic ha la spia della riserva accesa, Carter è fuori per falli e in campo resta un quintetto senza lunghi, con Sacchetti centro e Carter ala forte. L’Hapoel risale lentamente la china ma non riesce a completare il sorpasso (72-70 a 4’). Pasquini allora ripesca Savanovic e il Banco riesce a stringere i denti (78-72 a 2’). I fuochi d’artificio finali, tra magie e tuffi sul parquet, premia il cuore dei sassaresi, primi al traguardo grazie alla freddezza di Stipcevic.

DINAMO. Johnson-Odom 25, Casula n.e., Lacey 10, Devecchi 2, D’Ercole, Martin, Sacchetti 11, Savanovic 19, Carter 18, Stipcevic 3, Ebeling, Monaldi. Coach Pasquini.

HAPOEL. Stoudemire 14, Dyson 23, Eliyahu 4, Timor, Menco 6, Kinsey 10, Jones 11, Shafa n.e., Peterson, Jerrels 17, Rosefelt n.e. Coach Pianigiani.

Arbitri: Calbucci, Quarta, Ranaudo.

Parziali: 21-16, 48-35, 70-59.

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