Assist di Malagò alla Raggi: decida con calma, aspetteremo
ROMA. Nessun rinvio, nessuna ipotesi di spostare i Giochi in tempi migliori. Roma è 2024 e «senza l'ok del Comune mi sento assolutamente di escludere una nuova candidatura, non solo per il 2028 ma...
ROMA. Nessun rinvio, nessuna ipotesi di spostare i Giochi in tempi migliori. Roma è 2024 e «senza l'ok del Comune mi sento assolutamente di escludere una nuova candidatura, non solo per il 2028 ma per molti quadrienni a seguire». Giovanni Malagò è categorico: in attesa che il Campidoglio si esprima definitivamente sulla corsa olimpica per il 2024, il presidente del Coni chiarisce che la carta non verrà rigiocata per le edizioni successive. Un'affermazione, quella del capo dello sport italiano, che suona come un assist alla sindaca della Capitale, Virginia Raggi. Con il Movimento 5 Stelle in difficoltà per via del caos Roma tra inchieste e dimissioni, Malagò sembra suggerire alla prima cittadina che «non c'è fretta», riconoscendo la massima importanza del suo ok a livello istituzionale: «Sono d'accordo con il premier Matteo Renzi: senza la firma del comune di Roma i Giochi Olimpici non si fanno», osserva Malagò parlando anche di «strategia del rispetto», perché «non vogliamo scavalcare nessuno».
Questo il messaggio politico, una sorta di moral suasion sul Comune, la cui decisione - Olimpiadi sì, Olimpiadi no - è diventata a questo punto determinante: «È una scelta di rispetto e onestà verso le istituzioni della città», ha proseguito Malagò, che ha chiesto di attendere il rientro dalle Paralimpiadi di Luca Pancalli (il 18 settembre), numero uno del Cip e vicepresidente del Comitato promotore: «Le situazioni si evolvono, l'incontro con la Raggi avverrà dopo il 18 settembre e potremo essere più precisi sull'argomento», si dice sicuro. Una prima occasione di incontro potrebbe allora essere quella del 22 settembre, quando la Raggi è stata invitata alla Sala delle Armi per la presentazione del logo dell'Euro 2020 di calcio, con Roma tra le città designate a ospitare alcune delle gare più importanti del torneo.
Oltre alle situazioni, a sentire Malagò possono però evolversi anche i progetti. Come quello del villaggio olimpico a Tor Vergata: «Ma lo mettessero dove vogliono...», ha detto ai membri del Consiglio nazionale, aggiungendo che «tutto il resto sono strumentalizzazioni, ma noi vogliamo solo essere giudicati per il nostro lavoro nel merito». La nuova parola d'ordine invece, a Palazzo H, sembra quella di evitare quindi di considerare “limite” la data del 7 ottobre.
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