Due time out e un caldo infernale
Rossoblues: applausi per i circa duecento tifosi che si sono fatti sentire
Eroici. In circa duecento al "Dall'Ara". Sardi emigrati in Emilia e in gita. "Nord Rossoblù", "Sempre al tuo fianco", "Cagliari alé". I tifosi ci sono. Torso nudo, coretti e drappi con i Quattro mori.
Senza sangue. La squadra c'è. Almeno fino a che si gioca undici contro undici. Possesso palla Cagliari, 15'20", Bologna 12'38". Manca la "cazzimma". I tiri in porta? Cinque dei padroni di casa solo due di Sau e soci. La squadra, con Isla ancora non al top, manca in cattiveria. Poi, ci mette del suo Storari. Murru non incide, Barella conferma i suoi 19 anni, Di Gennaro va a strappi. "Serve più cattiveria" dice Padoin. Esatto. Merita un plauso la reazione. Ma non basta.
Chi sale. Si batte come un ossesso. Incita e chiude. Richiama i compagni. Nei minuti finali si inventa punta. Il destro telecomandato, di piatto la mette precisa a 40 metri. Il gol. Bruno Alves, prima rete italiana e rossoblù. .
Chi scende. Marcolone Storari si infuria. Para bene su tiri ravvicinati ma la punizione di Verdi è roba sua. Forse, lo inganna un velo in barriera. Ma la responsabilità rimane. Poi, prende Krejci in uscita. The end.
Time out. In settembre, con temperature da spiaggia, ha davvero senso far giocare all'ora degli spaghetti? Intanto, le tv e i padroni del vapore, riflettano. Abisso fischia nel primo tempo al 26'58". Tutti ai box: acqua e reidratanti. Al secondo, stop dal 25'38" al 27'42". Il calcio come il basket. A Bologna ci sono 33 gradi. Ma questi break si recuperano del tutto?
Mario Frongia
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