Il Cagliari “tradito” da Storari
Una papera sulla punizione di Verdi e poi l’espulsione spianano la strada al Bologna
INVIATO A BOLOGNA. E' una sconfitta che brucia. Fa un male terribile. Un punto in tre gare è una miseria per il Cagliari. I rossoblù escono battuti (2-1) dal Dall'Ara ma hanno tanto da recriminare. Con se stessi, soprattutto. L'incertezza di Storari sulla punizione di Verdi, che ha messo in discesa la gara del Bologna e l'espulsione dello stesso portiere in avvio di ripresa, sono stati gli episodi decisivi, ma se la determinazione e la cattiveria agonistica dimostrata nella parte finale del match, la squadra l'avesse messa in campo dal primo minuto, forse il risultato sarebbe stato diverso. La formazione guidata dall'ex Roberto Donadoni ha saputo sfruttare cinicamente gli errori e una volta in superiorità numerica ha chiuso il conto con Di Francesco, in gol (doppietta) anche con l'Under 21. A nulla è servita la prodezza balistica di Bruno Alves che ha ridato speranze ai rossoblù prima dell'infortunio di Ionita (frattura del perone), uscito in barella. Non è tempo di processi, ci mancherebbe, ma di serene analisi per capire che cosa non funziona in una squadra che ogni tanto ha delle amnesie. E in serie A nessuno se le può permettere.
Rastelli insiste. L'allenatore del Cagliari conferma la stessa formazione della gara con la Roma. Fiducia a Barella nel ruolo di trequartista, alle spalle della coppia Sau-Borriello. Ionita a destra e Padoin dalla parte opposta a centrocampo, con Di Gennaro playmaker. In campo anche Isla, nonostante il cileno abbia svolto solo due allenamenti con il gruppo per gli impegni con la nazionale. In panca oltre agli ultimi acquisti Tachtsidis e Bittante ci sono anche Farias e Melchiorri. Roberto Donadoni (ex di turno) risponde con il tridente formato da Verdi-Destro-krejci. Quello degli emiliani è un 4-3-3 nel quale Nagy è il punto di riferimento centrale. In campo un altro ex: il greco Oikonomou.
Paperissima. Storari questa volta la combina grossa. Su una innocua punizione di Verdi il portiere del Cagliari si fa beffare da una palla, che sì gli rimbalza davanti, ma è lenta e sul suo palo. I compagni quasi non ci credono quando vedono gli avversari esultare. E' come ricevere un pugno all'improvviso. Fino a quel momento la gara era stata equilibrata e giocata a ritmi bassi considerato il gran caldo che convince l'arbitro a concedere il time out dopo 28'. Il Cagliari sbaglia troppe ripartenze, tanti malintesi e palloni regalati a un Bologna che ne approfitta, attacca bene gli spazi. E' sicuramente la squadra di Donadoni a costruire le cose migliori, lo fa perché sono i rossoblù (ieri in maglia verde) ad essere poco lucidi, lenti, prevedibili, agevolando il compito di una formazione che tiene bene il campo, riparte come un razzo e fa girare palla in velocità.
Cagliari in dieci. Succede dopo 9' della ripresa quando Storari, con la gamba di richiamo, colpisce Krejci lanciato a rete. Il direttore di gara ha un'esitazione ma poi avvertito dall'arbitro di porta estrae il cartellino rosso perché considera l'azione una chiara occasione da rete. La gara da difficile diventa difficilissima. Rastelli per far entrare Rafael fa uscire Barella. In pratica è un 4-3-2. Il Cagliari non alza bandiera bianca, ci prova con tutte le forze anche se il Bologna chiude tutte le linee di passaggio, aspetta e riparte sapendo di trovare terreno fertile se recupera il pallone. Rastelli toglie Murru, abbassa Padoin sulla linea dei difensori e inserisce Tachtsidis. Donadoni risponde con Di Francesco per Destro. Il caldo si fa sentire e l'arbitro concede anche nella ripresa il time out per fare respirare i giocatori.
Gran gol (inutile) di Alves. Di Francesco - in campo da qualche secondo insieme a Farias che rileva Sau - la butta dentro sfruttando un cross basso di Krejci che si bene Isla. E' la parola fine di una gara che il Cagliari si complica da solo, complice una giornata storta di Storari e una prestazione al di sotto delle aspettative. Il gran gol su punizione di Bruno Alves regala un filo di speranza nel finale. La squadra ha un sussulto, butta in campo l'orgoglio. Farias ha anche la palla del pareggio che non sfrutta. Il Cagliari chiude in nove per l'infortunio a Ionita che lascia il campo in barella.
Conclusioni. Serve una riflessione sui motivi per cui la squadra a lungo è sembrata quasi "imbalsamata", poco reattiva. La brutta copia di quella applaudita nel secondo tempo con la Roma. Sette gol al passivo in tre gare sono tantissimi. Forse c'è qualcosa da rivedere. Naturalmente senza farsi prendere dagli isterismi.
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