L’Olbia va a caccia della prima vittoria
Quattro giocatori in forse per la sfida al Nespoli (14.30) contro la Pro Piacenza. Mister Mignani non nasconde l’ottimismo
OLBIA. Sereno, fiducioso, voglioso di parlare di calcio. Michele Mignani si presenta così, in Casa Olbia, alla vigilia della sfida di oggi contro la Pro Piacenza, ore 14.30, stadio Nespoli.
Non può che essere così, l’allenatore dei bianchi. I due punti in tre partite, per via della sconfitta iniziale e dei due pareggi di fila, non sono un dramma. Per una serie di ragioni. L’Olbia è una matricola, mancava dalla terza serie nazionale da ben 38 anni. L’Olbia ha anche la rosa più giovane del suo girone, con i suoi 22 anni di media. L’Olbia ha l’intelaiatura della serie D, solo pochi giocatori (Capello, Muroni, Dametto, Kouko, a parte Cossu e Pisano) hanno calcato i campi della serie C. Tante possibili giustificazioni, ma Mignani, davanti ai giornalisti, ribadisce un concetto che gli piace: «Non cerco scusanti, non l’ho mai fatto, non lo voglio fare. E non solo perché credo di essere così, ma perché non c’è alcun motivo per farlo».
Che è una premessa per dire, anche se nessuno (né la stampa, né i tifosi) ha mosse accuse sull’inizio di campionato dei bianchi, che «sono relativamente soddisfatto delle prime tre partite. Anzi - spiega Mignani - a mio parere, e non voglio assolutamente sembrare immodesto, abbiamo raccolto meno di quanto avremmo meritato».
E un po’ è così, del resto. Non tanto per quello visto contro il Renate, quanto per quello che l’Olbia ha messo in mostra contro la Lucchese e contro il Pontedera. Se le avesse vinte tutt’e due, quelle sfide, non sarebbero stato uno scandalo.
Tuttavia, come in tutte le umane cose, la storia non si fa con i se, e ogni partita servirà ai bianchi per fare progressi, in attesa di altre soluzioni tattiche o di mercato, su un punto in cui parte indietro: l’esperienza. Ciascuna gara arricchirà il bagaglio della rosa, «completa per quelle che sono le nostre esigenze» precisa Mignani, ricordando, senza dirlo, che l’obbiettivo è la salvezza.
«Vogliamo fare esperienza, giocare bene a calcio, e divertire il pubblico» aggiunge l’allenatore. Per poi, con un sorriso, specificare: «E vincere, ovvio...».
Oggi al Nespoli l’occasione, se non ottima, è buona per brindare. Di fronte i bianchi si trovano la Pro Piacenza, che ha un solo punto in più, un allenatore, Fulvio Pea, che è stato il vice allenatore di Mignani ai tempi del Siena, ed è una squadra solida, tosta.
L’Olbia che scenderà in campo è un po’ tutta da decidere. Più che la tattica, decisiva sarà la medicina. L’elenco degli infortunati, nessuno dei quali in modo grave, è lungo. Si apre con Andrea Cossu, che non si allena da giovedì scorso e che ha saltato la partita a Pontedera. Prosegue con Daniele Ragatzu, l’attaccante che, con un po’ di sfortuna, ha recuperato da un infortunio e ne ha avuto uno lieve alla spalla. Parte del corpo che fa male anche a Francesco Pisano, uscito dolorante dal campo del Pontedera, così come Andrea Feola. Una squadra incerottata, dunque, quella rientrata domenica, via nave da Livorno, come ai tempi della serie C del decennio 1968-1978, a Olbia, dove ora resterà in piante stabile. Su molti giocatori, deciderà lo staff sanitario stamattina, poco prima della partita che andrà giocata al caldo, con un’umidità altissima.
Mignani non rinuncerà al suo modulo preferito, il 4-3-1-2. Montaperto in porta; Pinna e Cotali terzini, Dametto centrale, forse in coppia con Pisano (provato a Pontedera con successo in quel ruolo), forse con Miceli; a centrocampo Geroni al centro, Muroni mezzala, l’altra mezzala potrebbe essere Feola, o Auriemma: Piredda sulla trquarti, dietro l’attacco (reparto rinforzato ieri dall’acquisto ufficiale di Tetteh) composto da Capello e Kouko.
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