Un vecchio fallimento può indebolire Piraino
Il patron della Torres coinvolto in una procedura aperta dal tribunale di Palermo La Federcalcio potrebbe decidere di vederci chiaro. Resta il problema morale
SASSARI. Dove non è riuscito il malcontento dei tifosi forse può il buonsenso. Daniele Piraino occupa una poltrona, quella di presidente della Torres, che - almeno per motivi di opportunità - forse non dovrebbe essere sua. Il procuratore sportivo siciliano è stato dichiarato fallito dal tribunale di Palermo – procedura numero 261 del 1994 – e se è vero che il procedimento non gli impedisce di ricoprire incarichi in seno a una società sportiva e anche vero che la Figc è molto rigida sulle questioni morali e potrebbe volerci vedere chiaro. Il regolamento Federale, all’articolo 22 bis stabilisce quelle che sono le “disposizioni per la onorabilità” dei dirigenti sportivi e prevede che «non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione o l’incarico di collaboratore nella gestione sportiva delle stesse coloro che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 2382 del codice civile: interdetti, inabilitati, falliti e condannati a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici». C’è di più lo stesso articolo precisa che «se già in carica i dirigenti decadono». Piraino non dovrebbe rientrare in questa fattispecie ma resta irrisolto il nodo morale.
La Figc sapeva che il presidente rossoblù ha ancora aperto un procedimento di fallimento? In proposito fa fede una visura camerale del registro delle ditte. Il patron del club rossoblù risulta coinvolto nel crac della “Piraino Sport Line di Piraino Daniele e C” una società in nome collettivo fallita nel 1994 con una procedura che il curatore nominato dal tribunale di Palermo non ha ancora chiuso (la visura della Camera di Commercio è del 12 settembre scorso). La società si occupava di «vendita di articoli sportivi, abbigliamento nautico, attrezzature e articoli da campeggio affini». L’atto di costituzione risale al 1983 e la sede è Piana degli Albanesi.
Insomma Piraino non avrebbe un grande passato imprenditoriale e la procura federale della Lega dilettanti alla luce di queste nuove rivelazioni potrebbe decidere di approfondire la questione.
Per la Torres sembra un altro passo verso la svolta che i tifosi aspettano da mesi e che sembrava vicinissima dopo la mobilitazione di due cordate disposte a rilevare il club rossoblù. In proposito c’è da dire che Umberto Graziano, portavoce del “Torres Project” non ha perso la speranza di chiudere l’operazione nonostante la richiesta di una buonuscita di 450 mila euro che andrebbero a sommarsi a debiti che crescono di giorno in giorno (si parla di una cifra vicina al milione di euro). Graziano ha proposto di accollarsi il passivo e di rimborsare al direttivo uscente le spese sostenute in una questa prima fase della stagione. Piraino ha risposto picche ma sa di non poter andare avanti e potrebbe ripensarci.
Intanto radio spogliatoio parla di forti malumori anche all’interno della squadra. La società è già in arretrato con i rimborsi spese e ha cercato di zittire i mugugni accontentando solo alcuni big. La cosa ha avuto l’effetto di un boomerang e sta spaccando anche il gruppo. Un peccato perchè se c’era qualcosa da salvare era proprio la squadra. E sempre a proposito della squadra sembra ancora rinviato l’arrivo dei due rinforzi annunciati da Guglielmo Bacci. Per domenica, nel derby casalingo con il San Teodoro, non dovrebbero esserci novità nella rosa.
Antonio Ledà
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