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L’Olbia non replica, è una doccia fredda

L’Olbia non replica, è una doccia fredda

Trasferta amara per i bianchi dopo il successo con Piacenza. La Lupa (prima vittoria) concretizza l’unica occasione creata

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OLBIA. Finisce 1-0 per la Lupa Roma, nell'unica vera occasione creata dai laziali, ma in casa Olbia è inutile piangersi addosso: il calcio è questo, prendere o lasciare. Finisce col minimo scarto, con buona pace di chi sperava invece di poter replicare il successo dell'ultimo turno, che aveva portato i bianchi a quota cinque in classifica. Certo che, a dirla tutta, qualche presagio che la giornata si sarebbe rivelata beffarda per la Mignani-band c'era stato già nel momento dello sbarco all'“Olindo Galli”. Perché ci si era presentati a Tivoli col timore dell'allerta meteo che si sarebbe dovuta abbattere sul Lazio. Preparate le calosce, nell'hinterland romano era stata caccia ai sacchi di sabbia e tutti a guardare il cielo. Macché, nulla di tutto questo, per fortuna, c'era il sole prima del fischio d'inizio e la pioggia, annunciatissima, è arrivata quando Piredda e gli altri erano già sul pullman del ritorno, destinazione aeroporto.

La sensazione, a inizio gara,era quella di una sfida che si sarebbe conclusa in parità anche stavolta, una replica del match di Coppa Italia chiuso sull'1-1 appena una mesa fa. Invece è andata in maniera diversa. Stavolta Lupa-Olbia è stata meno bella del match di Coppa e gran parte della colpa è dovuta non tanto alle squadre, che comunque si temevano a vicenda, quanto al terreno di gioco, le cui condizioni hanno fatto storcere la bocca un po' a tutti. Formazioni in fotocopia, 4-3-3 da una parte e dall'altra, poi occhi puntati dalla platea in maniera particolare sugli ex cagliaritani Cossu e Pisano: tutte le azioni dei bianchi sono passate per i piedi del fantasista, mentre l'altro ha controllato la fascia con esperienza, quella che si chiede sempre a un calciatore che, ancor giovane (è un classe 1986) dovrà fare da chioccia alla nuova generazione di tesserati sui quali la dirigenza dell'Olbia punta, e non poco. Scarna di azioni di nota la fase ascendente del match, più densa di annotazioni la ripresa: Kouko una volta è stato rimontato dai difensori mentre s'apprestava a presentarsi davanti a Brunelli e l'altra ha tirato addosso al portiere; un calcio di punizione al bacio di Andrea Cossu sul quale s'è avventato Dametto ha visto la sfera sfiorare l'incrocio alla destra della porta dei laziali; Mastropietro che infila Montaperto poco dopo l'ora di gioco al termine d'un batti e ribatti in area innescato da una fuga sulla destra dell'ex messinese Baldassin, poi cacciato dall'arbitro per proteste; un paio di parate a terra, abbastanza facili, di Brunelli e Montaperto su conclusioni rispettivamente di La Camera e Dametto. E a seguire, a incorniciare il tutto, l'elenco dei cartellini gialli e rossi, che a chi non ha visto la gara potrebbe far sembrare una partita di pallone come la disfida di Barletta. Ma va anche detto che la gara è stata tutt'altro che cattiva e spigolosa, e l'espulsione di Baldassin nel finale, è stata affrettata. E' la prima vittoria in campionato per la Lupa, per l'Olbia è una doccia fredda, ma c'è tempo per recuperare. Certo, la quinta di campionato coincide anche con la seconda sconfitta della squadra di Mignani, che sperava di rafforzare la classifica dopo la vittoria ai danni del Pro Piacenza mercoledì scorso. Ci proverà domenica al Nespoli contro il Livorno.

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