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«Ai ragazzi dirò: in campo senza paura»

di Mario Frongia
«Ai ragazzi dirò: in campo senza paura»

Massimo Rastelli sprona la squadra per una sfida impossibile: «Non ci snatureremo. Joao Pedro? Vediamo come sta»

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CAGLIARI. «La vittoria dell'Inter sulla Juve? Ribadisce che nel calcio nulla è scontato». Massimo Rastelli, vigilia da notte degli esami. Spazzata via in un lampo: «A Torino non abbiamo niente da perdere, andiamo a giocarcela. Loro sono i più forti della A e hanno vinto cinque scudetti di fila. Ma ho detto ai ragazzi che in una partita secca tutto può accadere». L'allenatore del Cagliari gonfia le vele. Fiducioso («Il lavoro e la serietà, pagano sempre»), determinato («Scendiamo in campo a testa alta»), pratico: «Peccato, c'è stato poco tempo per goderci la vittoria con l'Atalanta. È stata una grande risposta di una squadra che ha concesso poco. Con la Juve vorrei proseguire su questa strada. Ma c'è da migliorare: penso alla pausa, con le due occasioni di Gomez, a metà primo tempo dopo essere partiti a mille. Un calo fisiologico ci sta. Ma la disponibilità del gruppo mi rende ottimista».

Rastelli, vi chiamavano la Juventus della serie B. E adesso?

«Ci hanno appiccicato questa etichetta ma eravamo il Cagliari, che ha chiuso in vetta il girone d'andata e di ritorno con una serie di record, e rimaniamo il Cagliari. Con una nostra idea di gioco, valori importanti e lo spirito giusto. Adesso, l'obiettivo è diverso. Ma siamo pronti».

Come si ingabbia una Juve ferita dal ko di San Siro?

«Esaltandone le criticità. E giocando sulla scia di quanto si è visto con l'Atalanta: solidità difensiva, compattezza, atteggiamento e testa fanno sempre la differenza. Stiamo costruendo una mentalità, terremo la difesa alta e solo se loro saranno più bravi, ci difenderemo più bassi. Ma non è nelle nostre intenzioni farlo da subito».

Squadra che vince non si tocca?

«Avrei confermato gli stessi di domenica scorsa, brillanti e con giocate di qualità. Ma manca Mauricio Isla per un problema fisico e vedrò quanto hanno inciso fatica e acciacchi. Potrei dover cambiare, sento i giocatori, li guarderò negli occhi e decido dopo la rifinitura».

Questione Storari...

«La interrompo: gioca titolare e da capitano».

Di Gennaro come sta?

«Ha recuperato e sarà in campo. È rimasto a riposo per non correre rischi: in B l'abbiamo perso a lungo, non era il caso di farlo giocare».

Potrebbe giocare con al fianco Tachtsidis?

«Il doppio regista l'abbiamo usato l'anno scorso. L'idea non mi dispiace. Ma non l'usiamo per la Juventus».

Ci sarà il brasiliano Joao Pedro?

«Non faccio pretattica, devo sentirlo: con l'Atalanta è stato grande, ha dato tutto ma veniva da un mese di stop. È giusto verificare le sue condizioni, lui è un giocatore prezioso per la nostra squadra».

Il debutto, con lacrime, di Pisacane, ha commosso tutta l'Italia.

«Si è guadagnato la maglia con lavoro, sacrificio e serietà. Ho portato Fabio da Avellino perché conoscevo il valore dell'uomo e dell'atleta. Anch'io ho esordito in A a quasi 30 anni, so cosa ha provato per aver raggiunto il traguardo».

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