Troppi gol subiti e scarsa personalità in trasferta
Quella sarda, insieme ad Atalanta e Crotone, è la difesa più “bucata” del campionato
TORINO. Nell’esprimere giudizi è bene essere razionali. E va distinto quello dato in una singola partita dall’analisi generale. Se il valore del Cagliari fosse quello espresso dalla gara con la Juventus, ci sarebbe molto da preoccuparsi in chiave retrocessione. Ma la realtà è diversa e una serata storta non può, improvvisamente, far diventare dei brocchi quelli che fino a qualche giorno prima erano degli ottimi calciatori. Con Roma e Atalanta la squadra ha tirato fuori gli artigli, lottato su tutti i palloni, meritando di portare a casa punti. In trasferta, invece, ha perso sicurezza, commesso errori difensivi gravi, regolarmente puniti dagli avversari.
Difesa ballerina. Solo una volta, in cinque giornate, il Cagliari è riuscito a tenere inviolata la propria porta. Se in serie B la qualità della squadra ha spesso nascosto le carenze a suon di gol, in A è tutta un’altra musica. Per conquistare la salvezza è fondamentale che il reparto sia affidabile. Se i rossoblù, insieme ad Atalanta e Crotone (penultima e ultima in classifica) sono la retroguardia più “bucata” del campionato, evidentemente c’è un problema da risolvere che non riguarda solo la difesa ma tutta la squadra. Meccanismi che vanno migliorati in fretta, prima che tutto si complichi.
Personalità. Presi uno per uno, i giocatori del Cagliari hanno quasi tutti esperienza e non possono farsi condizionare da fattori esterni. Finora, però, dalle trasferte la squadra è tornata a mani vuote. Vuoi per errori collettivi che dei singoli, nelle gare giocate lontano dal Sant’Elia le cose sono andate male. Bisogna cambiare registro, darsi una regolata. Perchè non è nemmeno pensabile di ottenere tutti in casa i 40 punti che servono per mettersi al sicuro. È’ un altro dei difetti da “curare”. E spetta all’allenatore farlo. (r.m.)
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