La carica dei 1600 tifosi, Olbia riscopre il calcio
Numeri che non si vedevano da anni al Nespoli, i bianchi in serie C hanno appeal Molti spettatori anche dal resto della Gallura. Il rientro di zia Anna “Boccia”
OLBIA. Milleseicento spettatori: un intero paese. E peccato che, in polemica con il loro presidente Altiero Spinelli, i tifosi del Livorno abbiano disertato la trasferta di Olbia: altrimenti le presenze al vecchio Nespoli sarebbero state almeno 2000.
Olbia-Livorno non lascia solo tre punti importanti ai bianchi. Dona anche la consapevolezza che Olbia, la città, sta riscoprendo la sua squadra. Riscoprendo, appunto, dopo anni di disaffezione: la tentata scalata alla C1 dell’èra Rusconi, il quasi fallimento, la retrocessione in Eccellenza, l’altalenante serie D con le vecchie glorie e Tariko e il sindaco Giovannelli; anni duri, di disillusioni, di stanca.
Non è che i tifosi non amassero più le maglie bianche: ogni domenica, tutti volevano sapere che cosa avesse fatto, l’Olbia; chi la seguiva attraverso i messaggi degli amici, chi sentendo la radio, chi via l’web. Solo che allo stadio non ci andavano più: tribune semideserte, con tonfi da 300 spettatori...
Ora non è più così. Dopo cinque giornate, con due partite giocate in casa, la media degli spettatori del Nespoli è di tutto rispetto: 1185, decimo posto nella “classifica” del girone A della Lega pro, secondo i dati di un sito.
Domenica scorsa, il balzo: 1600 spettatori. La partita, almeno per Olbia, era di cartello: affrontare il Livorno, nobile decaduta, ha incentivato i tifosi ad andare allo stadio. Ma è evidente che l’aria è cambiata: l’Olbia piace, come non accadeva da anni. Sarà per la nuova società, che programma per bene; sarà per il ritorno nella serie C unica, 38 anni dopo l’ultima volta: ma la passione è riesplosa.
Francesco Sotgiu, storico dirigente dei bianchi, domenica scorsa faceva notare che allo stadio c’erano tifosi che non si vedevano da decenni. Sempre più spesso arrivano spettatori dal resto della Gallura, dal Nuorese. C’erano il presidente dell’Hermaea di volley e del Tc Terranova, società con cui l’Olbia collabora. E c’era una supertifosa: zia Anna “Boccia” Spano, salutata con affetto in tribuna centrale. «Mancavo da dieci anni!» ha detto. La nuova Olbia ha fatto centro.
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