La delusione di Chessa: «Che sfiga»
Nuova doccia fredda per i biancocelesti: «Non dovevamo arrivare ai rigori»
Anche il derby in replica, e in versione giovanile, ha lasciato nei biancocelesti una delusione profonda. Ancora una volta in vantaggio e ancora una volta ripresi: l'eliminazione dalla Coppa dispiace ma non troppo, brucia invece non essere riusciti a vincere un'altra partita ben giocata. «Siamo sempre sfortunati», dice Andrea Chessa, protagonista negativo suo malgrado nella sfida di campionato con la maldestra deviazione nella sua porta, a gara praticamente finita.
«E' stato un bene tornare subito in campo, è stato un brutto incidente di percorso – commenta il difensore – ma bisogna guardare avanti e questo nuovo confronto è servito per ritrovare subito la concentrazione. Doveva andare meglio domenica e poteva andare meglio anche questa volta, invece non siamo riusciti a difendere il vantaggio. Siamo stati poco "cattivi" in certi momenti del confronto, ma complessivamente abbiamo disputato un'altra buona gara. Il gol torresino? Non sono stato direttamente coinvolto nell'azione – racconta Chessa, che con i suoi 21 anni era tra i più esperti in campo – ma ho visto una palla che sembrava innocua entrare in rete in modo... anomalo, forse spinta dal vento o forse da uno strano rimbalzo. E' certo però che ha cambiato improvvisamente direzione, ingannando il nostro portiere»,
Tornato titolare e promosso anche capitano, Luca Ruggiu mastica amaro per un altro successo mancato. «Lo meritavamo, purtroppo non sfruttiamo le occasioni e continuiamo a incassare gol incredibili. Forse con più esperienza si potevano gestire meglio certe situazioni. E' arrivato il quarto pareggio in altrettanti confronti diretti, sembra prorio destino che debba finire sempre così. I rigori? Ho calciato come volevo, riuscendo a spiazzare Pinna, qualche compagno più giovane invece è stato tradito dall'emozione e non ha segnato, ma sul dischetto non dovevamo neppure arrivarci: questa gara andava chiusa prima»", conclude schietto il centrocampista sassarese.
Sandra Usai
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