Aru chiude la stagione nel Lombardia
Oggi classicissima con arrivo a Bergamo e un dislivello importante
MILANO. Dicono che sia il Lombardia «più duro di sempre». Da Como a Bergamo: 240 chilometri di salite, fatica e sudore per incoronare il re d'autunno. Un dislivello complessivo di 4400 metri per l'ultima classica del 2016, tosto quanto una tappa di montagna dei grandi giri: il Lombardia che si corre oggi, unisce la tradizione del Ghisallo (picchi al 14%) alle novità di Sant'Antonio Abbandonato (6.5 km, media al 9.8%) e Miragolo San Salvatore (8.7 km e 11% di pendenza). Saranno queste rampe l'antipasto del gran finale: il valico del pedalabile Selvino è solo il trampolino per arrivare a Bergamo Alta, dove i corridori sono attesi da un muro in pavé.
Eppure la gara corre il rischio di spezzarsi in due già prima, a 100 chilometri dall'arrivo: il Valcava è esasperante in salita (fino al 17%) quando infido in discesa, tra curvoni e picchiate. Potrebbe non dare il vincitore ma sicuramente darà qualche sconfitto. Alla partenza non ci sarà Nibali, il campione in carica: non è ancora in condizione dopo la frattura alla clavicola patita a Rio. Ma il novero di favoriti è ricco di nomi dal grande blasone: c'è Fabio Aru, che sembra in buone condizioni ma c’è da tenere d’occhio il campione olimpico Van Avermaet, c'è un Gilbert a caccia dei risultati di un tempo, ci sono Purito Rodriguez all'ultimo ballo in carriera, la grinta di Contador e l'esperienza di Daniel Martin che ha vinto due anni fa. Attenzione anche ai più giovani, le cui sparate fanno davvero paura: Chaves, Alaphilippe, Bardet. E occhio a Diego Ulissi.
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