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Basket: Dinamo, facci sognare

Andrea Sini
Jack Devecchi
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Jack Devecchi

Settima stagione in serie A, domani 3 ottobre 2016 l'esordio in casa con Varese

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SASSARI Esserci sempre, mai per onor di firma ma per essere protagonisti. La Dinamo non sta in serie A per caso, nè vuole starci senza lasciare il segno. Sembra ieri, ma sono già sette stagioni che la squadra nata nel 1960 sul cemento del campetto di San Giuseppe calca costantemente i parquet della massima serie. Sei anni e 229 partite dopo la palla a due di Montegranaro, teatro dell’esordio assoluto in serie A, la Dinamo Banco di Sardegna torna alla carica, con le spalle coperte da un palazzetto ancora una volta tutto esaurito e da un’isola intera, che ha adottato da tempo i Giganti della palla a spicchi. Sono 133 le vittorie messe insieme dai biancoblù, 110 delle quali in stagione regolare, le altre nei playoff. E 229 sono appunto i match disputati (182 in regular season).

Per la prima volta dal 2009 i biancoblù iniziano la stagione senza Meo Sacchetti in panchina: il coach della promozione dalla A2 e dei quattro trofei riparte da Brindisi, mentre la Dinamo riparte da Federico Pasquini, che dopo aver fatto da traghettatore nella fase finale della scorsa stagione, ora va a ricoprire un ruolo che nel basket italiano di un certo livello non ha precedenti: sarà contemporaneamente general manager e coach, uomo del mercato e uomo da spogliatoio. È solo l’ultima delle sfide di Stefano Sardara, presidente in sella dal 2011, sempre alla ricerca di nuovi mercati, nuovi traguardi, nuovi orizzonti.

Il flop della scorsa stagione, tra il traumatico divorzio da Sacchetti, il “reflusso” fisiologico che ha seguito la stagione del triplete e qualche acquisto oggettivamente fallimentare, hanno convinto il patron biancoblù a tornare alle origini: così la Dinamo si è presentata sul mercato alla ricerca di uomini affamati, più che di “figurine” da album, buoni giocatori in cerca di riscatto, di rilancio o di un’occasione importante per dare una svolta alla propria carriera. Il roster è stato puntellato con la conferma degli eterni Jack Devecchi e Brian Sacchetti e di due dei migliori uomini (non per forza i migliori giocatori) della scorsa stagione: Rok Stipcevic e Lollo D’Ercole.

Il primo acquisto è stato Dusko Savanovic, un’ala serba di grande esperienza e mentalità aperta alla Drake Diener (partendo da una buona base di spagnolo, dopo poco più di un mese se la cava benissimo anche con l’italiano). Poi il trio Carter-Johnson Odom-Lacey: come dire esperienza, esuberanza e classe da incanalare in un contesto di squadra.

Infine una coppia di centri di caratteristiche completamente opposte (Olaseni e Lydeka), più due giovani di ottime speranze. Un mix davvero interessante, tanto che il bilancio di 7 vittorie nelle 9 amichevoli estive passa in secondo piano rispetto al livello di coesione che il gruppo sembra avere già raggiunto. I conti si fanno alla fine, come sempre, e per il momento la giostra non è neppure partita. La parola passa al campo, con la netta sensazione che quest’anno ci sarà davvero da divertirsi.

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