Geroni: «Serve più personalità per le trasferte»
Il centrocampista si rammarica per le occasioni non finalizzate: «Ma il pari sarebbe stato più giusto»
PIACENZA. Il Garilli è stadio che trasuda storia, a queste latitudini la serie A è stata realtà per un decennio, ma l’Olbia osservata a Piacenza non era affatto in versione “gita di piacere”. E’ anche per questo che è poca la voglia di parlare e i giocatori si infilano nel torpedone in attesa, alla velocità della luce. Quando però chiediamo di colloquiare con almeno uno di loro, Enrico Geroni si arma del sorriso di circostanza più credibile che si possa esibire e scende dal pullman per sottoporsi al fuoco incrociato dei giornalisti. «Credo che il risultato non racconti ciò che si è visto in campo – dice il centrocampista, tra i più positivi nella gara al cospetto con i biancorosso emiliani -. Abbiamo reagito al gol incassato in avvio e soprattutto abbiamo cercato la strada del gioco per riuscire a trovare il pari. E’ stata una partita esterna differente rispetto alle precedenti». Cosa significa? «Solitamente si trovano spazi maggiori, in questo caso il Piacenza si è arroccato nella propria metà campo e ha chiuso ogni varco possibile».
C’è qualche critica che puoi muovere rispetto alla vostra prova di squadra? «Credo che sul piano della fluidità di manovra, non abbiamo affatto demeritato. Il vero cruccio è rappresentato dal fatto di aver creato molto meno rispetto alla mole di gioco profusa». Quindi perché il Piacenza ha conquistato i tre punti? «Perché il calcio è fatto soprattutto di episodi e, senza cercare alibi, oggi sono girati tutti dalla parte dei nostri avversari. Rimane la magra consolazione di aver posto in grossa difficoltà il centrocampo del Piacenza che è il reparto più qualitativo della squadra emiliana». In definitiva: il pari sarebbe stato il risultato più equo? «Credo proprio che sia così. Con il pareggio non avremmo certo rubato alcunché, ma dovrà servire da lezione per il futuro».
Vince con il Livorno, impone il proprio gioco a Piacenza ma non concretizza. Questa Olbia cosa vuol fare da grande? «Serve compiere il definitivo salto di qualità, cercando di guadagnare in personalità e quindi in capacità di esprimersi alla stessa maniera in casa, come in trasferta». Le porte del pullman stanno per chiudersi, per Geroni è tempo dell’ultimo scatto di giornata. In attesa che arrivi anche quello dell’Olbia, chiamata a scendere “dall’altalena”. Già domenica prossima, quando al Nespoli arriverà la Giana Erminio.
C.T.
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