Il Cagliari si è messo a correre
Le prodezze di Di Gennaro e Padoin affossano il Crotone, il Sant’Elia è come un fortino
INVIATO A CAGLIARI. Il Crotone non è stata una pratica di ordinaria amministrazione. Il Cagliari ha sofferto nella prima mezz'ora poi ha trovato il bandolo della matassa. Grazie a un gran gol realizzato da Di Gennaro ha messo la partita in discesa per poi assestare il colpo di grazia nella ripresa con Padoin. Ieri non era facile andare in campo sereni. Oltre a giocarsi un pezzettino di salvezza, i rossoblù dovevano reagire dopo il grave infortunio a Joao Pedro che poteva avere ripercussioni sul morale della squadra. Invece la partita è stata gestita in modo intelligente, anche se nel finale un errore di Rafael ha consentito a Stoian di rimettere tutto in discussione, fatto sudare freddo ai tifosi e vivere i 3' di recupero in apnea. I tre punti sono finiti nel forziere della squadra di Rastelli che raggiunge quota dieci punti e sfrutta ancora il fattore campo. Il Sant'Elia sta diventando un fortino visto che tutti i punti sono stati conquistati in casa. Ora c’è la sosta che serve a rioordinare le idee e riflettere se è il caso o meno di guardaee sul mercato degli svincolati dopo il ko di Joao Pedro.Carta a sorpresa. Rastelli nella conferenza stampa pre-gara ha cercato di sviare la stampa sostenendo che Di Gennaro erano troppi anni che non faceva il trequartista e aveva perso l'abitudine. In realtà l'allenatore del Cagliari aveva già deciso di sostituire Joao Pedro (standing ovation per lui quando attraversa il campo con le stampelle per prendere posto in tribuna) con il centrocampista. Una sorta di rombo: Tachtsidis davanti alla difesa, Isla e Padoin esterni. Una soluzione che garantisce solidità e fantasia a un reparto falcidiato dagli infortuni. La formazione è la stessa che ha battuto la Sampdoria con Rafael in porta al posto di Storari. In panchina c'è Dessena, prima convocazione dopo il grave infortunio di quasi un anno fa. Il Crotone, dove gioca l'ex Crisetig, conferma il tridente ma sono Tonev e Falcinelli ad affiancare Palladino. Il tecnico Nicola osa, consapevole che deve giocarsi il tutto per tutto.
Crotone chiuso. Altro che andare a prendere il Cagliari. Il tecnico ospite decide di aspettare i rossoblù. I calabresi chiudono tutte le linee di passaggio, la squadra è cortissima e per i sardi diventa complicato dare profondità alle giocate. Anche sulle corsie la manovra non può svilupparsi perché i raddoppi di marcatura sono costanti. Il Cagliari non ha in campo l'uomo che crea la superiorità numerica e fa fatica a costruire situazioni pericolose. In mezz'ora l'unico a provarci (due volte) è Tachtsidis ma trova sulla sua strada un attentissimo Cordaz. Il Crotone non sta solo a guardare e ogni tanto prova a pungere.
Super Di Gennaro. Serve una giocata per sbloccare la partita. Ma serve soprattutto che il Cagliari capisca che bisogna giocare al massimo con uno o due tocchi per mettere in difficoltà un avversario che sa chiudersi benissimo. E l'azione da cui nasce il gol di Di Gennaro è l'esempio: doppio tocco di prima tra il greco e il regista, gran tiro rasoterra dal limite sul quale Cordaz non può arrivare. Sono passati 38' durante di una match molto tattico a discapito dello spettacolo. Essere riusciti a passare è troppo importante in una sfida che il Cagliari non può fallire.
Ovazione. Lo stadio va letteralmente in ebollizione quando Padoin mette la partita in ghiaccio. Lo fa dopo una travolgente azione avviata da Di Gennaro che mette Borriello solo davanti al portiere. La conclusione dell'attaccante è ribattuta dalla traversa, Sau insegue il pallone, serve Padoin che dal limite in diagonale mette dentro con l'aiuto di Cordaz, apparso molto incerto nell'occasione. E' il colpo di grazia di una pratica, che per un'ora non è stata di ordinaria amministrazione.
Spina staccata. Il Cagliari si diverte ma ogni tanto commette delle leggerezze (forse viene commesso l’errore di considerare la partita chiusa) che fanno imbestialire Rastelli. Su un'indecisione di Rafael, Stoian rimette il Crotone in corsa e i minuti di recupero diventano quasi un incubo, anche se i calabresi non si rendono pericolosi. I tre punti sono in cassaforte, si può guardare al futuro con più ottimismo, nonostante in tanti, gravi, infortuni che stanno decimando la rosa. Forse serve una benedizione. Tommaso Giulini ci pensi.
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